Nel finale pesano gli errori dei meno esperti, ma è un Toro che torna da San Siro con diversi spunti da cui ripartire

FC Internazionale v Torino FC - Serie A

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Zima perde palla in uscita e riconsegna il possesso all'Inter, Ilkhan si lascia scappare Brozovic che da due passi insacca e regala tre punti all'Inter. Nella sconfitta del Toro a San Siro pesano gli errori di quelli che, all'89', erano i due giocatori più giovani in campo. Nel momento più delicato dell'incontro, quando i nerazzurri hanno provato ad alzare il ritmo dopo diversi salvataggi di Handanovic, la minor esperienza dei granata si è fatta sentire. Due peccati di gioventù hanno impedito al Toro di portare a casa almeno un punto che - per quanto visto in campo - probabilmente sarebbe stato pure stretto.

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Del resto, quando si decide di puntare con decisione sui giovani da valorizzare, qualche incidente di percorso va messo in preventivo. La linea verde intrapresa dalla società è chiara ed è testimoniata sia dai numerosi investimenti su giocatori di prospettiva, sia dal fatto che i granata vantino la seconda rosa più giovane del campionato. E allora può capitare che giocando a San Siro, in un finale di gara tiratissimo, un ragazzo appena diciottenne perda una marcatura. Un errore che pesa, ma che può servire d'insegnamento e che contribuirà a riempire il bagaglio d'esperienza di un centrocampista che ha mostrato numeri interessanti.

Dopo il gol di Brozovic il dispiacere di Ilkhan era più che evidente. "Sono andato ad abbracciarlo e gli ho detto di stare tranquillo, anche gli altri ragazzi gli sono stati vicini" ha spiegato Paro in conferenza, sottolineando l'importanza di non soffermarsi troppo sull'errore: "Gli errori si commettono e li commettiamo tutti, ma bisogna andare avanti". Perché l'errore più grande, in questo momento, sarebbe bocciare un ragazzo di diciotto anni o pensare che la linea verde intrapresa dalla società sia sbagliata. Così come non vanno esaltati eccessivamente dopo una buona prestazione, allo stesso modo i giocatori più giovani non vanno nemmeno demoliti dopo le prime prestazioni negative. Equilibrio e pazienza devono essere le parole d'ordine, per evitare voli pindarici e non bruciare prospetti decisamente interessanti.

Anche perché, beffa finale a parte, i granata tornano a casa da San Siro con la consapevolezza che la prestazione non è affatto mancata. Anzi, il Toro visto ieri contro l'Inter è parso superiore a quello che nella scorsa stagione perdeva di misura contro tutte le grandi del campionato. Un anno fa i granata davano l'impressione di giocarsela alla pari fino alla trequarti, palesando quindi difficoltà nel trovare la giocata giusta negli ultimi venticinque metri. Sicuramente è mancato un po' di cinismo, ma quando il migliore in campo è il portiere avversario significa anche che le occasioni per fare male sono state create. E allora finisce che due peccati di gioventù si pagano a caro prezzo, ma gli spunti positivi da cui ripartire non mancano.

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