Le Vostre lettere

Gentile Redazione, sono un tifosissimo granata ed ho visto la partita in TV sul canale 56 dal Venezuela, dove attualmente mi trovo per lavoro, e vorrei esprimere il mio dissenso sull'articolo di Toronews "Partitaccia Toro". Non sono d'accordo sulla "Partitaccia" poiche`abbiamo assistito ad una eccellente prova difensiva, con alcune ripartenze che potevano far male se solo in avanti avessimo almeno un "campione". Le partite non si vincono ai punti, si vincono con i gol e, sfido chiunque a dire che se la sestina arbitrale non si fosse inventato "quel" rigore, come sarebbe andatra a finire la gara. Io penso minimo sarebbe finita 0-0 e chissà che...

f2dbac1b64838009050a193e1595e85e.jpg

Osvaldo da Valencia (Venezuela)

Gentile Osvaldo,

il tuo è un punto di vista e come tale lo rispetto proprio perchè il mio è leggermente diverso. E rispetto pure la tua analisi sui meriti difensivi del Toro e sul dissenso rispetto al nostro titolo del pezzo di fine partita. Io, invece, mi pento, nella concitazione del post-partita, di non aver notato immediatamente - ma solo pochi minuti dopo - la rettifica del titolo da parte della Redazione. Il titolo era forte ed incisivo, ne convengo, ma assolutamente condivisibile ed in buonafede e mi scuso con tutti i veri tifosi granata per la rettifica. Una mancanza con intenzioni positive.

Il calcio che amiamo noi è quello del campo. Delle traverse, dei pali e financo delle discussioni su Calvarese e su un rigore che fa imbestialire pure il granata più posato. Chi non amiamo, invece, è chi utilizza il calcio come strumento distruttivo, di litigio, magari per sfogare le frustrazioni della propria deludente vita quotidiana e tediare gli altri tifosi. Maleducati senza bandiera, cialtroni sputasentenze, sempre pronti ad etichettare gli altri. In un amen pronti ad affibiarti la patente di "gobbo" se l'accento è critico o di "filosocietario" se il verbo è positivo ed entusiasta. Personaggi ai quali basterebbe semplicemente guardarsi allo specchio per capire veramente cosa non va nel mondo.

Ma per fortuna, caro Osvaldo (curioso che ti chiami come chi ha trasformato il rigore maledetto...), la gente come te, più appassionata e granata, è in maggioranza. Per fortuna il 50% più uno, ma sono molti di più, si specchia in te: ci rispetta e, proprio per questo, si prende la briga di dedicarci un po' di tempo per scriverci, da una terra lontana e anche un po' italiana, che non la pensa come noi. Il futuro del calcio (e non solo) è tuo. E' nostro. Chè dei cialtroni abbiamo anche parlato fin troppo...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti