Rifondare. Contesto Cairo.
MI DIMETTO E CONTESTO CAIRO Quale fondatore ho chiesto ai soci del toro club Alto Adige “Claudio Casolino”di votare la sfiducia nei confronti della persona del presidente del Torino Urbano Cairo. Astenuta o favorevole a Cairo è risultata purtroppo la leggera maggioranza dei soci e pertanto mi dimetto da presidente del Toro club Alto Adige “Claudio Casolino”. Ricordo quando, nel luglio 2007, Urbano Cairo, Novellino, il ds senza poteri Lupo e l’amminstratore delegato sulla carta Antonelli ci ricevettero in ritiro a Malles Venosta. Sorrisi, parole, promesse di progetti e di programmi poi puntualmente smentite dal surreale e identico ripetersi degli accadimenti degli ultimi tre anni. Pochi giorni prima il ds senza poteri Lupo ci aveva spiegato come le società si costruiscono ponderando gli investimenti, misurando le qualità degli uomini e le potenzialità degli atleti. Il ds senza poteri Lupo, con cortesia e competenza, ci aveva garantito tassativamente che relitti del calcio, quali sono Vieri e Recoba, in un progetto di crescita come doveva essere il nostro non avrebbero potuto trovare posto: si è visto. Ricordo anche che al sentire il nome di Recoba il ds Lupo sorrideva scuotendo la testa. Ebbene, dopo tre desolanti anni, non solo siamo alle solite, ma nel baratro come non mai. Sia chiaro, presidente Cairo, che sono la sua incompetenza, il suo ego, lo sprezzo di ogni principio di organizzazione aziendale quelli che hanno distrutto un patrimonio di pubblico e di entusiasmo difficilmente ricostruibile. Presidente Cairo, lei che col toro si è fatto pubblicità ovunque, sta finendo di completare l’opera dei suoi predecessori: quella di toglierci la dignità. Soprattutto presidente Cairo, quando lei parla di soldi spesi, non millanti perché i bilanci sono pubblici come le ricapitalizzazioni e non dica che la società non è in vendita perché a lei il toro è costato pochi milioni e il toro è un patrimonio che appartiene ai suoi tifosi. Lei è il presidente ma il toro non è suo, il toro è della sua gente: se qualcuno avesse programmi seri e disponibilità economiche adeguate lei ha l’obbligo di farsi da parte. Quanto alla gente del toro mi rammarico che non sia più la stessa. Il sogno masochista del modello “Udinese” e 15 anni di umiliazioni devono aver fatto molti danni. Si è persa la memoria di quello che eravamo, della nostra storia, dei nostri campioni e delle nostre amicizie. Mi vergogno profondamente per gli sputi a Rosina al quale dobbiamo due salvezze e una promozione. Mi vergogno anche quando sento i nostri tifosi, compresi membri del mio ex club, che esultano a un goal della gobba perché così ci salviamo, insultano e offendono i genoani o i fiorentini per futili pretesti o perché non ci regalano le partite. Per salvarci secondo loro abbiamo bisogno che il Genoa si faccia battere apposta e la Fiorentina non infierisca. A questo siamo ridotti. Siamo veramente caduti troppo in basso e le strade obbligate sono due: o si risale in fretta o si scompare. Grazie e tristi saluti Dario M.
ANNONI, BRUNO, POLICANO Gentile Redazione Come rimpiango i tempi di BRUNO, POLICANO, ANNONI, ecc.ecc., giocatori che, anche se non dotatissimi tecnicamente, davano l’anima, pur di fermare l’avversario, anche con le maniere forti (se c’era bisogno). Perché non mostrate a questo branco di pecorelle smarrite, le immagini dei sopracitati; forse capirebbero una volta per tutte che cosa vuol dire indossare la maglia granata!!!!! Un saluto Massimo R.
REALISMO Amici tifosi alla 5^ giornata di questo campionato su queste pagine avevo espresso il mio pensiero sul Toro di quest'anno "...sono giocatori scarsi" con la serenità che comunque il tempo a di venire avrebbe potuto smentire la mia affermazione e la mia scarsa competenza. A distanza di qualche mese mi devo correggere "....sono più scarsi di quello che possiamo immaginare". Sono giocatori (2 o 3 scegliete Voi) che troverebbero spazio in panchina in alcune squadre di classifica medio-bassa, per altri la serie B sarebbe un lusso.Sono giocatori che non hanno neppure capacità agonistiche che possano ovviare a limiti tecnici e personalità che possa condizionare gli avversari (fosse anche timore). Nella partita di coppa si sono fatti apprezzare per l'incapacità di battere rimesse laterali, di fare cross decenti dal fondo campo, di contrastare o superare in velocità un avversario, di comprendere le leggi fisiche di una traiettoria del pallone o di fare 1 solo tiro da fuori area degno di questo nome. E nemmeno di essere avviliti per l'ennesima prova incolore. Non è colpa di Cairo, di Novellino, forse di chi li ha scelti e consigliati malgrado la loro inadeguatezza.Probabilmente a Lecce ci sarà la definitiva consacrazione di questa squadra impotente. Contento di essere smentito ma con un tempo a divenire ormai scaduto. Franco S.Mauro
RIFONDARE carissima redazione , sono Massimo tifoso del toro, e dico che arrivati a questo punto l'unica cosa da fare è vendere la maggior parte dei giocatori(pratali,di loreto natali diana,rosina,barone,bianchi ,amoruso, zanetti) e tenere i quattro o cinque che danno un qualcosina di più in campo(dzemaili ,abate,ogbonna rubin saumel) dopodichè rifare la squadra con un mercato intelligente, prendere giocatori che abbiano tanta grinta e tanta volontà di non mollare mai giocatori che corrono per 95 minuti. Il torino attuale non corre non ha grinta non gioca all'altezza della serie A , sembrano impauriti ed appagati, cordiali saluti Massimo
CI VUOLE TEMPO, OGGETTIVITA’ PER LA RICOSTRUZIONE Cara Redazione e cari amici tifosi, io penso che siamo noi, i tifosi, che abbiamo molta responsabilita` per l' andamento della squadra. Domandiamo troppo e subito, perche` viviamo nel passoto, ma ci ricordiamo solo delle glorie, non delle infamie. Mettiamoci nei panni di un giocatore venuto al Torino, che si sente vituperato quasi dal primo giorno perche` non e` uguale alle aspettative, quasi sempre ingiustificate, dei tifosi. Ho gia` letto parole negative contro Dellafiore, durante la partita con la Lazio gente scriveva invettive contro Barone, e lui non era nemmeno in campo. Calciatori che facevano bene in altre squadre sono bidoni da noi. Loro non cambiano, siamo noi a metteerli sotto pressione, domandando cose impossibili da loro, pretendendo che sono arrivati in una squadra che funziona. E` giusto non essere contenti della classifica. Ma bisogna anche essere oggettivi. Io avevo sei anni quando e` accaduta la tragedia di Superga. Ero un tifoso del Toro perche` mio padre era un tifoso del Toro. Non posso dire che mi ricordo del bel gioco del Toro a quell tempo. Ma penso ancora a Bacigalupo, il mio idolo a quell tempo, capitan Mazzola, e gli altri. Il calcio professionistico non e` piu` uno sport, e` uno spettacolo sportivo. Le vicende di Kaka, per esempio, vendono piu` giornali e piu` annunci publicitari, che una buona partita di calcio. E quindi lasciamo riposare in pace i nostri idoli che appartengono alla storia; loro non riconoscerebbero il mondo del calcio di quest' oggi. E voglio anche dire una cosa riguardo al Fila. Quel campo e` l' unico che io conosco per il Toro, perche` sono emigrato nel 1964. Quindi tutti i ricordi, quelli belli e quelli che ancora fanno soffrire, sono legati al Filadelfia. Ma sprecare l' energie e i soldi per ricostruirlo, non ci dara` indietro una gloriosa squadra di calcio. Il nostro campo e` dove giochiamo adesso: e` il nostro campo, non un luogo che affittiamo aspettando di ricostruire la nostra casa. La squadra deve essere il padrone di casa e le altre squadre devono temere di venire a giocare in casa nostra, la casa che abbiamo adesso, non quella della nostra fantasia. Vorrei finire con un pensiero sulla ricostruzione del Torino FC, infatti la sua risurrezione. La societa` non c' era piu`, e Cairo la ricostruita. E poi ha incominciato a ricostruire la squadra. Uno piu` esperto del mondo del calcio avrebbe tenuto la squadra in serie B per alcuni anni, puntando solo a giovani calciatori, dando loro e l' alllenatore, il tempo di formare una squadra, invece di una collezione di individui. Ma l' entusiasmo di Cairo e dei tifosi ha bruciato le tappe. E sono sicuro che ci sara` stata anche la voglia di Cairo di andare a fare piu` incasso nella serie superiore. Ora siamo qui a costruire una squadra in Serie A. Questo non e` l' ambiente giusto per farlo. La serie A e` per squadre gia` fatte, non per un progetto. Io spero che alla fine del campionato ci salviamo, e spero che qualcuno, Pederzoli, Foschi, Cairo, o magari un inviato divino, possa alla fine fare un miracolo e costruire una squadra. Ma se dobbiamo andare in B, allora prendiamo l' occasione e prendiamo il tempo di fare una ricostruzione strutturata e ben ragionata. Forza TORO, che la tua vita sia piu` lunga della mia! Florida Gabe (Gabriele Moretti)
VATTA Ho appena visto su you tube l'amarcord LECCE-TORINO dell'89....tifosi granata andatelo a vedere e sentite il commento di quel galantuomo di Vatta...è attualissimo, di fatti andare in B con quella squadra era un peccato mortale, ed ora stiamo rivivendo le stesse identiche cose. Vedrete e capirete che non ci sono parole !!!!!...e sempre FORZA VECCHIO CUORE GRANATA !!! Valerio Russo (venariese a Roma) Ciao Corvo... Dily
QUANTI ERRORI Una squadra inguardabile troppi errori troppe incertezze pure in coppa Italia. Noi tifosi granata siamo stufi di vedere queste prestazioni. Sarebbe utile che il presidente prendesse in considerazione di qualche acquisto che possa aiutare. Oppure vendere la società se non si è in grado di mantenere le promesse di portare il toro ad almeno livelli più dignitosi. Così non si può andare avanti. Lo spettro della serie B è più vicino. Giampiero P.
PRENDIAMOCI UNA PAUSA Gent.ma Redazione e tifosi, in fondo il calcio è pieno di storie di squadre inguardabili che nel giro di 2 partite diventano improvvisamente vincenti. Abbiamo esempi da vendere. Mi sembra che la campagna contro giocatori e società da parte di tifosi e media possa anche vivere un paio di settimane di pausa. Lasciamo spazio al tifo e alla speranza. QUESTI GIOCATORI NON SONO UN GRUPPO DI BROCCHI. Spero che ce lo dimostrino presto. FORZA TORO Mario C.
PENSIERI mi arriva la news di gobba fiorentina, normalmente non dò peso e non mi interessa il mondo fasulo (tranne quando insozza l'immagine dela mia città con il solo suo proporsi). guardo i commenti....:" tante recriminazioni tanta rabbia tanta crema chantilly in scatola su di una torta di cartone", penso a turone...pruzzo....barbaresco... ronaldo...trezemerde l'anno scorso.... tutto è fasulllo nel calcio in italia e gli italiani per troppa paura di vedere fanno finta di crederci sapessero quanto è più facile vivere nella realtà come noi granata (mah un giorno si svegleiranno trovato il coraggio di affrontare la vita ed i suoi drammi e non saranno + gobbi). sai com'è quando capisci che nella vita inutile è mentirsi perchè non si può mentire alla propria anima pena umiliarla e renderla inutile e duro renderne conto dei propri errori e quanto ancora più difficile perdonarsi...delle volte però si aprono delle ali, quando si accetta come una carezza sui capelli.."quelli che restano", da parte di qualcuno che ci ama malgrado noi lo sguardo più scuro dell'asfalto si guardi solo giù cadere le proprie lacrime. io non soffro delle mancate soddisfazioni in un sistema marcio semmai dell'assenza di alito granata a Torino. Andréa Krun
VENDERE QUASI TUTTI Carissima redazione, sono Massimo tifoso del toro, e dico che arrivati a questo punto l'unica cosa da fare è vendere la maggior parte dei giocatori (pratali, di loreto, natali diana, rosina, barone, bianchi, amoruso, zanetti) e tenere i quattro o cinque che danno un qualcosina di più in campo (dzemaili, abate, ogbonna, rubin saumel) dopodichè rifare la squadra con un mercato intelligente, prendere giocatori che abbiano tanta grinta e tanta volontà di non mollare mai giocatori che corrono per 95 minuti. Il torino attuale non corre non ha grinta non gioca all'altezza della serie A , sembrano impauriti ed appagati. Cordiali saluti Massimo P.
SILENZIO Gentile redazione, apprezzo la vostra linea redazionale di non parlare di mercato se non per notizie attendibili. Non condivido però il silenzio che è calato sulle difficoltà, perchè di questo si deve parlare, che sta incontrando la società nel cercare di concludere qualche affare che risulti in linea con l'obiettivo "salvezza" e conseguente smaltimento del parco atleti. Non è certamente facile rimediare ai danni compiuti in precedenza soprattutto quando la situazione di classifica, come la nostra, non aiuta a convincere giocatori al trasferimento. Sembra che l'unica formula proponibile sia il prestito con diritto di riscatto al termine del campionato. Non è facile operare in questo modo in un contesto in cui tipi di attrazione diversi, quali allenatore, tranquillità societaria-situazione di classifica o soldi, possono essere proposti da altri club. Il "blasone", purtroppo, non è più sufficiente, si sbandiera sempre che il Toro è sempre il Toro ma questo è solo per noi tifosi perchè i professionisti oggi guardano sempre ai loro interessi e poco importa del "blasone" altrui. Forse il silenzio circa questi argomenti è una forma di rispetto verso chi sta lavorando e verso questi atleti, ma siamo sicuri che tutti meritino questo comportamento fin troppo responsabile? Grazie e buon lavoro Domenico D.
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