Le Vostre Lettere. Ci scrive Biagio Giordano

Un dipendente del Comune, tifosissimo granata, rievoca i giorni tremendi della querelle tra il neo presidente e Giovannone. – Cairo, la prima volta, l'ho visto e sentito parlare mercoledì 24 agosto alle h.11,40, dopo che aveva varcato il portone di Palazzo Civico in compagnia di Peveraro, mentre si stava recando dal Sindaco per studiare la strategia da opporre alla sortita di Giovannone. Attorniato da cinque rappresentanti dei tifosi, autorizzati a seguire le trattative il più vicino possibile alla stanza dei bottoni, ha detto 'Ragazzi vado su e prendo il Toro' e la cosa è stata detta con tale energia e convinzione che mi ha portato ad essere ottimista.
I cori che si alzavano in piazza dalle 16 in poi di quel maledetto mercoledì in cuor mio li canticchiavo già da qualche ora. La seconda volta che l'ho incontrato da vicino dopo averlo visto saltare al grido 'Chi non salta bianconero…' è stato prima della storica conferenza stampa. Nell'attesa della stessa mi è venuta in mente l'idea di portare la foto del Grande Torino, l'ho condivisa con altri fra cui Carlo Testa e tutti ne sono stati entusiasti, così sono andato a prenderla nel mio ufficio e l'ho portata in Sala Delle Colonne, il problema era quando darla e a chi darla, anche perché niente era ancora deciso.
Finalmente alle 20,45 quando Cairo e il Sindaco stavano arrivando ho deciso, insieme al Consigliere Nigro, di prendere la foto in mano all'ingresso della sala. Quando il Dott. Urbano è giunto nei pressi mi si è avvicinato prendendo la foto dalla mia parte e rivolgendosi ai fotografi che hanno fatto partire parecchi scatti. L'impressione mia su Cairo è quella di una persona fortemente carismatica, che sa sempre cosa fare, tutto il contrario dell’idea che mi ero fatto in un’occasione più o meno simile di Cimminelli e Romero. Vorrei spendere anche due parole sul Sindaco e l'Assessore, tutti sanno del loro impegno, a partire dal salvataggio del Lodo con la sponsorizzazione SMAT, fino a seguire passo a passo il comportamento di Marengo e Rodda, mettendo a disposizione interi uffici del comune. L'Assessorato alla Gestione Azienda Comune si è trasformato per giorni nella casa granata, col simbolico balcone da cui tutti aspettavano un segnale giù in quella piazza che potremmo ribattezzare della Rinascita Granata. Il loro impegno è stato pieno e totale, se tutto si è risolto bene è anche merito loro, che in modo eccezionale hanno interagito con Cairo e tutto il suo staff, non solo come rappresentanti delle Istituzioni, ma come grandi tifosi.
Un grazie deve andare anche ai collaboratori del Sindaco e dell'Assessore, dagli uomini della scorta, passando per le segretarie, fino ad arrivare ai commessi, i quali per parecchi giorni hanno effettuato dei turni di lavoro a dir poco stressanti, alcuni dei quali non erano nemmeno supportati dalla nostra stessa fede. Questi sono i miei ricordi ed impressioni di tifoso distrutto, per ora speranzoso in un futuro migliore. Per renderci felici non ci vuole lo scudetto, occorre solo essere trattati con dignità.

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Biagio Toscano

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