Nonostante la non bella figura di sabato sera in quel di Marassi, al cospetto di un Genoa sontuoso e in grande condizione, qualcosa di buono si è comunque intravisto.
di Massimo Marengo *
Nonostante la non bella figura di sabato sera in quel di Marassi, al cospetto di un Genoa sontuoso e in grande condizione, qualcosa di buono si è comunque intravisto. Non è ovviamente sufficiente per giustificare il viaggio a Genova ma - come si diceva una volta - non buttiamo via il bimbo con l'acqua sporca. Partiamo dall'inizio: secondo il mio modesto parere mister Novellino sbaglia la formazione iniziale inserendo due punte troppo statiche, un laterale fuori ruolo (Rosina) ed Ogbonna chiaramente ancora fuori forma. A sostegno della mia affermazione porto l'esempio del secondo tempo dove, nonostante i gol subiti, con gli uomini giusti al loro posto siamo riusciti a fare almeno un po' di gioco con due occasioni da rete. Nella prima frazione, infatti, siamo stati pericolosi solo su uno svarione della difesa genoana. Ma analizziamo i gol presi: sono tre reti abbastanza casuali. Il
primo, segnato da Biava di testa e non da un watusso, è frutto di una dormita collettiva di Natali, Ogbonna e Sereni. Ma di chi era Biava? Il secondo, al 3' della ripresa, viene causato da un errore grave in disimpegno di Pisano. Con la difesa tutta scalata verso sinistra, è gioco facile per Sculli e Jankovic tagliarla verso destra ed insaccare in libertà. Nel terzo gol, con il Toro già sul divano di casa, Thiago Motta segna con un bel colpo di testa ma si procura un trauma facciale nel duello aereo con Di Loreto. In un'azione a quelle altezze, contrastato dal difensore, trovare il gol è un'impresa. Per quanto concerne la partita nel suo complesso, il Genoa ha attuato una marcata supremazia in campo sfruttando le fasce in attacco ed aggredendo sempre il nostro portatore di palla, in qualsiasi zona del campo si trovasse. Questo giochetto è riuscito in virtù di una condizione migliore e di una corsa più fluida. Non ritengo, preso nei singoli a parte Milito assente ieri, il Genoa così più forte di noi. E' quindi, secondo il mio parere, un problema di condizione psico-fisica sul quale Artico e Novellino dovranno lavorare duro nelle prossime settimane. Chiudo con le note positive dalle quali dobbiamo ripartire tutti, giocatori e tifosi, evitando di metterci il foulard scuro che le nostre bisnonne indossavano ai funerali. Abbiamo in Barone e Dzemaili due centrocampisti con le controballe. Rosina, secondo me, sta crescendo ed anche Stellone può fare la sua alternandosi con le punte titolari. Se poi arrivasse Dellafiore, come sembra, allora saremmo a posto. Domenica arriva la Roma. Affrontiamola a testa alta.
Possiamo farcela. Ciao a tutti e Forza Toro!
* presidente Toro Club Alba "Giorgio Ferrini"
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