Prima che sia troppo Tardy / Diamo tempo al nuovo tecnico, ma occorre fare punti, anche sporchi perché la classifica non fa sconti
I nostri eroi non riescono a sedare una Roma, non travolgente, ma sufficientemente cinica da farci due gol e portare a casa i tre punti. Tanta fatica nell'iniziare l'azione dalla difesa, mancano difensori predisposti e centrocampisti capaci di coprire il passaggio dalle retrovie o smarcarsi con abilità tecnica. I giallorossi poi, con il loro calcio aggressivo, hanno messo in evidenza i nostri limiti. Gineitis è in una fase involutiva significativa, già in forma non è che fosse il Rikaaard dei Balcani, ma pareva di un livello decoroso, ora non stoppa un pallone e sbaglia i passaggi più banali, Fitz-Jim ribadisco che fisicamente e come velocità di gioco fa fatica contro avversari che pressano forte, Mandragora è certamente il più "centrato" ma non può fare per tre.
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L'alternativa è il calcio lungo del portiere sulla punta nella speranza che la difenda o ci consenta di attaccare le seconde palle, copione non eseguibile con Simeone in forma figuriamoci in questo stato. Certamente la squadra si è battuta e questo è un buon segno, ma non è stato sufficiente. Capitolo portiere: ha subito tre gol per sua responsabilità. A Firenze abbiamo visto, ieri ha sbagliato il rinvio di piedi, il tiro
poi di Pisilli era parabile. Pazientiamo anche con lui, tanto noi siamo abituati ad aspettare, attendiamo i calciatori, gli acquirenti della società, i nuovi acquisti, l'allenatore giovane, pazientare è lo sport principale del tifoso del Toro.
Ora andiamo a Bologna, non proprio una gara agevole, ammesso che il Toro di quest'anno ne disputerà, ed abbiamo urgenza di punti. Ne abbiamo collezionati tre in quattro gare sono pochi, differenza reti già a -3, non segnali eccitanti. Aggiungo io che a livello di costruzione di gioco vedo ancora una notevole confusione. In spagnolo aspettare si dice "esperar" perché in fondo aspettare è anche sperare.
ENRICO TARDY - Avvocato penalista e appassionato di calcio, tanto da aver partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso l’Università di Milano. Geneticamente granata, è abbonato al Toro da circa trent’anni.
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