L’ex granata: “D’Aversa ha fatto bene, ma il Torino ha bisogno di un progetto con un allenatore giovane”
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50 presenze e 13 gol per Simone Tiribocchi, il cui rapporto con il Torino è legato ai primi anni della carriera da attaccante, conclusa con 83 presenze e 39 reti rispettivamente tra Serie B e Serie A. Il suo trascorso sotto la Mole non lo dimentica e la presenza alla Partita della Leggenda di sabato lo sottolinea. Oggi il “Tir” si è reinventato nelle vesti di tecnico e opinionista televisivo, con un orecchio sempre attento a ciò che accade dalle parti della Torino granata. Di seguito le sue dichiarazioni rilasciate a Toro News.
Cosa ha significato per te giocare al Filadelfia? “Ho avuto la fortuna, anni fa, di intervistare Bremer. L’ho visitato, ma non ero mai sceso in campo. Giocarci è pazzesco: ho sempre avuto la voglia di farlo, perché quando facevo le giovanili qui a Torino non era agibile e quindi, per me, è un sogno che si avvera. Giocare è sempre bello, in posti come questi ancora di più”.
Che estate sarà per il Toro, di grandi cambiamenti? “Credo di sì e diventa necessario, perché è finita forse una delle stagioni peggiori dal punto di vista dell’ambiente più che del campo. Il campionato è partito male e poi è finito bene. Secondo me D’Aversa ha fatto un buon lavoro, ma più che altro bisogna parlare dell’ambiente che si è creato, e questo mi crea dispiacere, perché il Torino è una piazza che deve puntare a qualcosa di più grande”.
La commistione tra il Toro e i suoi tifosi è fondamentale. “È sempre stato così, quindi vedere questa distanza tra il pubblico e la società non è bello”.
Cosa può fare la società per venire incontro ai tifosi? “Delle volte sarebbe giusto fare un passo indietro per il bene comune. Tante volte l’orgoglio, le esigenze e ciò in cui uno crede ti portano un po’ ad avere i paraocchi, però io credo che il buon senso aiuti una piazza che invece ha bisogno di tornare tra le grandi”.
Qual è il profilo ideale di allenatore per il Torino del prossimo anno? “Io credo che sia la possibilità di iniziare un progetto con un allenatore giovane, che sicuramente non troverà un ambiente facile, ma che, con qualche risultato positivo, può creare qualcosa di importante”.
D’Aversa si sarebbe meritato una riconferma? “Assolutamente sì. Io ero e sono un grande estimatore di Baroni, che comunque non è riuscito a fare bene. D’Aversa ha fatto un ottimo lavoro. Bisogna dire che il Torino, secondo me, è una buona squadra, non certo da ultimi posti. Però magari, se si vuole cambiare aria, un allenatore giovane potrebbe funzionare”.
Quale lavoro dovrà fare invece Petrachi “Deve completare una rosa che ha bisogno di un po’ di qualità. È vero che davanti e in mezzo al campo ci sono giocatori molto interessanti, però non puoi accenderti o spegnerti in base a come sta Vlasic, che è un giocatore di grande valore”.Vlasic dovrà essere l’uomo da cui ripartire?“Assolutamente sì, per me è fortissimo”.
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