Una mancata precisione nelle scelte e nelle valutazioni che non si imputa alla persona di Urbano Cairo, ma alla sua figura
E il progetto? (VIDEO)
Ogni tanto non possiamo esimerci dal tornare a mettere questa foto in copertina. Era la stagione 2010/2011, Urbano Cairo e Claudio Lotito discutevano in maniera molto concentrata su un tema. Chissà quale fosse. Quel che è certo, però, è che, nonostante né tifosi laziali né tifosi granata vogliano ammetterlo, ognuno per le sue ragioni, le analogie tra le due presidenze sono sempre di più, man mano che si approfondiscono diverse situazioni. Nel caso specifico, una troppo spesso passa in sordina: la mancanza, nei due organi societari, di figure in grado di avere un controllo ampio e generale sulla situazione.
La mancanza di un CEO
Nonostante la figura del "dott. Marco Moschini" sia inserita all'interno del CdA, spicca come, nella Ss Lazio, Claudio Lotito sia l'unica figura con ruoli di potere in ambito manageriale. In effetti, Moschini nell'organigramma ufficiale è indicato soltanto come "Consigliere". Un ruolo di cui anche Urbano Cairo si è servito nel redigere le gerarchie all'interno del Torino Fc: ne figurano ben sette, tra i quali Roberto e Giuseppe Cairo. Nel caso della società granata, l'unica figura che si avvicina ad un ruolo manageriale è quella di Luca Boccone, anche direttore amministrativo. Ma di fatto, un CEO, o un AD, per dirla all'italiana, nelle due società manca.Quanto è diffuso in Serie A?
Come manca in effetti nel Frosinone, che si affida, oltre al presidente Saverio Sticchi Damiani, a due consiglieri delegati. Tutte le altre società con la prima squadra militante in Serie A, però, si sono fornite di una figura che sia in grado di mantenere un controllo generale sulle attività sportive e finanziarie. Di fatto, un manager: un amministratore delegato o, al più, un direttore generale. Figure che nelle due società, le cui similitudini non ci si stanca mai di elencare, mancano. E questo, lo sanno sia tifosi granata sia tifosi biancocelesti, si vede benissimo in molti aspetti della gestione dei due club...La più grande mancanza: di chi è responsabilità?
In effetti, negli oltre vent'anni di presidenza di Urbano Cairo, quante volte i tifosi sono stati portati a farsi una sola domanda: perché? Perché alcune questioni sono state trattate in maniera superficiale, accampata. Quasi come se il Torino stesse correndo e il suo unico pensiero fosse quello di appoggiare il passo successivo, senza curarsi della direzione presa. Una mancata precisione nelle scelte e nelle valutazioni che non si imputa alla persona di Urbano Cairo, comprensibilmente troppo impegnato per avere un controllo oculato su ogni singolo aspetto della gestione societaria del Torino Fc. Una mancanza, però, che si deve imputare alla figura di Urbano Cairo come presidente.Perché se nel corso del Festival dello Sport di Trento il presidente granata ha attribuito grandissima rilevanza alla scelta del direttore nell'avviare una nuova televisione, non si capisce perché non sia stato in grado di fare lo stesso con il Torino Fc. "Mettiamo che voglia lanciare un giornale: io nel mio mestiere ho imparato che la cosa più importante è scegliere il direttore giusto. Se non ce l'hai non devi lanciare il giornale. Bisogna essere sicuri che il direttore scelto sia l'uomo giusto o la donna giusta". E quindi torniamo alla domanda: perché? Perché il Torino non è mai stato coinvolto in questo saggio precetto appreso da Urbano Cairo nella sua carriera da imprenditore di successo?
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