Il presidente del Toro Club Caluso tra il Memorial Vincenzo Mecca e l'attualità granata: "Serve un attaccante in più"

Sabato 29 agosto a Vische andrà in scena il Memorial Vincenzo Mecca, iniziativa organizzata da La Vischese in collaborazione con il Toro Club Caluso. Una realtà, quella granata, rinata da circa un anno e mezzo e capace di raccogliere oltre 250 iscritti, con l'obiettivo di creare aggregazione e rafforzare il legame con il territorio. Toro News ha intervistato il presidente Davide Motto per presentare l'appuntamento e conoscere più da vicino le attività del club, con uno sguardo anche all'attualità granata, dal nuovo Torino di Ignazio Abate agli ultimi giorni di calciomercato.

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Come nasce la collaborazione con La Vischese per il Memorial Vincenzo Mecca?

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"La Vischese organizza questo Memorial già da un po' di tempo. E' una società che si è rinnovata recentemente e anche noi siamo una realtà abbastanza nuova sul territorio. Il Toro Club esisteva già in passato, poi era stato chiuso e siamo rinati un anno e mezzo fa. Ci stiamo dando molto da fare sul territorio, con tante iniziative e collaborazioni. Così loro ci hanno proposto di provare a organizzare insieme questa edizione".

Che realtà è oggi il Toro Club Caluso?

"Siamo rinati un anno e mezzo fa e oggi abbiamo più di 250 iscritti. Facciamo tantissime attività e siamo molto contenti dell'entusiasmo che si è creato. L'anno scorso eravamo circa 300, quest'anno siamo 250: per una realtà piccola come la nostra credo siano numeri importanti".

Il vostro legame con il territorio, quindi, va oltre le partite del Torino?

"Sì. Partecipiamo alle feste e agli eventi organizzati in zona e, a nostra volta, organizziamo diverse iniziative. Alla Festa dell'Uva di Caluso, per esempio, proporremo tornei di bocce, carte e calcetto. Cerchiamo soprattutto di collaborare il più possibile con le altre realtà del territorio".

C'è anche un rapporto con gli altri Toro Club?

"Assolutamente. Cerchiamo di collaborare soprattutto con quelli della nostra zona. Partecipiamo spesso alle iniziative del Toro Club Priacco e del Toro Club San Mauro e, quando organizziamo qualcosa noi, loro vengono molto volentieri. Nella nostra zona ci sono anche il Toro Club Ivrea e quello dell'Alto Canavese. La nostra idea per il futuro sarebbe quella di riunire sempre più tifosi granata del territorio, allargando la nostra realtà oltre Caluso e coinvolgendo tutto il Canavese".

Quali saranno i prossimi appuntamenti del Toro Club Caluso?

"Intanto c'è l'appuntamento del 29 agosto, poi il 18 settembre parteciperemo alla Festa dell'Uva con i nostri tornei. Da ottobre, invece, inizierà a girare uno spettacolo prodotto e promosso dal Toro Club Caluso, 'L'ultima ora di un condannato al Toro'. Infine abbiamo il nostro evento principale, il pranzo di tesseramento di gennaio. Pulici ormai è un nostro ospite fisso e quest'anno speriamo di riuscire a portare anche Pasquale Bruno".

Perché "L'ultima ora di un condannato al Toro"?

"Perché bisogna soffrire per essere del Toro! Nello spettacolo interpreto un uomo malato al quale il medico dice che non deve più provare emozioni forti e quindi non può più tifare Toro. Lui allora si concede un'ultima ora e, durante quell'ora, ripercorre i suoi ricordi e la storia granata. Non dico come finisce, altrimenti faccio troppo spoiler".

All'interno dell'iniziativa di sabato ci sarà anche la presentazione di "Lo scudetto rubato" di Francesco Bramardo e Gino Strippoli. Perché avete voluto inserire questo momento?

"L'idea comune è quella di riuscire sempre a fare rete. In ogni evento cerchiamo di allargare le esperienze in maniera trasversale. Quando abbiamo organizzato lo spettacolo a giugno, per esempio, è venuta Cristiana Ferrini a presentare il suo libro. Se facessimo soltanto una presentazione probabilmente raggiungeremmo meno persone. Se invece riusciamo a mettere insieme cultura, territorio e sport possiamo coinvolgere un pubblico più ampio, che magari poi si lega anche alle altre iniziative che organizziamo".

Venendo al Torino, che impressione ti ha fatto la squadra vista contro il Milan?

"Ho ancora un grosso punto interrogativo, ma purtroppo è un punto interrogativo che abbiamo ormai da troppi anni. Tutti gli anni a settembre ci troviamo in questa situazione e anche quest'anno è così. Mi sembra però che ci siano dei giovani interessanti e credo che questa possa essere una delle novità di questo Toro".

E Abate che impressione ti ha fatto?

"Abate a me non dispiace. Il problema, diciamolo fuori dai denti, per me rimane la società: se non c'è una visione a lungo raggio non si va avanti. Abate potrebbe essere la scelta giusta e me lo auguro, però quanti allenatori sono passati negli ultimi vent'anni? Sono stati tantissimi, forse più di uno all'anno. Un po' troppo".

Mancano pochi giorni alla fine del mercato. Dove pensi che il Torino debba ancora intervenire?

"Innanzitutto manca ancora il portiere. Poi penso all'attacco e anche a qualcuno a centrocampo che riesca a far funzionare meglio il reparto offensivo. Sicuramente, secondo me, un attaccante in più ci vuole".

Infine, che invito vuoi rivolgere ai tifosi granata per l'appuntamento di sabato?

"Venite, perché così possiamo conoscerci e potete scoprire una realtà piccola ma interessante come il Toro Club Caluso. Dalle piccole cose possono nascere grandi collaborazioni. E poi perché il Toro siamo noi, tutti".

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