Grandi investimenti, poche soddisfazioni: la lista dei rimpianti del Torino nell’era Cairo
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I FLOP DELL'ERA CAIRO
Attenzione perché questo articolo non sarà adatto ai deboli di cuore.
Negli ultimi vent’anni il Torino ha alternato intuizioni felici e operazioni che hanno lasciato più di qualche rimpianto. Ci sono state scommesse diventate colonne della squadra e acquisti arrivati quasi in sordina capaci di conquistare la piazza. Ma ci sono stati anche i colpi sulla carta più sicuri, quelli accompagnati da aspettative alte e presentati come investimenti destinati a fare la differenza. Ed è proprio quando la certezza sembrava più solida che, in alcuni casi, è arrivata la delusione più grande.
Nell’era Cairo l’elenco degli acquisti che non hanno rispettato le attese è tutt’altro che corto. E adesso, purtroppo, comprende anche Ivan Ilic. Il serbo aveva tutto per diventare un punto fermo del Torino. Qualità, personalità, margini di crescita e un investimento importante alle spalle. In campo, però, quei lampi non sono mai diventati continuità. Ilic ha mostrato a brevissimi tratti il giocatore che avrebbe potuto essere, senza riuscire quasi mai a diventarlo per davvero. Troppo intermittente, troppo poco incisivo nei momenti in cui serviva una marcia in più. Così, quello che doveva essere un investimento per il presente e per il futuro si è trasformato lentamente in un’attesa diventata impossibile da prolungare.
Urbano Cairo lo aveva portato sotto la Mole nell'inverno del 2023 come regalo di Natale per Ivan Juric sborsando circa 15 milioni di euro per un centrocampista considerato tra i prospetti più interessanti del calcio europeo. A tre anni e mezzo di distanza, però, la storia è arrivata ai titoli di coda: Ilic è ormai prossimo al Lecce per circa 5 milioni. A 25 anni ha ancora tempo per cambiare l'andamento della sua carriera, ma il Torino non poteva più aspettare che quel talento, intravisto soltanto a intermittenza, diventasse finalmente qualcosa di più. Sotto la Mole è rimasto un grande “forse”. Ed è forse questa, più di ogni altra cosa, la vera delusione.
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