Grandi investimenti, poche soddisfazioni: la lista dei rimpianti del Torino nell’era Cairo

Copertina video Culto su pallonetto di Pulici

Culto di Francesco Bugnone: "Il pallonetto di Pulici" (VIDEO)

BARRETO

presentazione Paulo Vitor Barreto

Ma mettiamoci comodi in questo viaggio tra i ricordi. Ripercorriamo alcuni dei giocatori arrivati sotto la Mole con aspettative importanti e finiti, invece, per deludere eccome la piazza.

Il primo nome (molto lungo) è quello di Paulo Vitor de Souza Barreto, arrivato a Torino nell’inverno del 2013 con un compito preciso: affiancare Rolando Bianchi in attacco. Gianluca Sansone non aveva mai convinto fino in fondo Gian Piero Ventura e così il club decise di puntare su un giocatore che Gianluca Petrachi seguiva da tempo. Anche il tecnico spinge per l'arrivo, così Barreto diventa un nuovo giocatore granata. In Friuli, nel frattempo, qualcuno tira un sospiro di sollievo.

Perché l’arrivo di Barreto al Torino, sulla carta, poteva efferrivamente essere un affare. Fino a due stagioni prima, in maglia Udinese il brasiliano era considerato un giocatore di talento e aveva addosso l'etichetta di erede di Alexis Sanchez, volato al Barcellona nell’estate del 2011. Poi, però, un brutto infortunio lo aveva tenuto fuori per quasi tutta una stagione e, nel frattempo, l’esplosione di Luis Muriel aveva ulteriormente ridotto il suo spazio. Il Torino, dunque, aveva più di un motivo per credere nella sua rinascita. Ma sotto la Mole quel salto di qualità non è mai arrivato. Barreto non esplode, si mostra appesantito e mai davvero sul pezzo. Non diventa il partner offensivo che Ventura cercava e il suo rendimento resta lontano dalle aspettative. Dal 2013 al 2015 colleziona appena 33 presenze e 4 gol con la maglia granata. Numeri che raccontano già tutto. Quello che a Udine sembrava poter diventare un grande attaccante, a Torino è rimasto soltanto un grande rimpianto.

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