"Fondati dubbi che si sia al cospetto di una strategia preordinata finalizzata a favorire quanto poi accaduto"

Copertina video su conseguenze scontri pre Derby della Mole

Scontri del Derby della Mole, la Digos presenta il conto (VIDEO)

Due giorni. Il tempo passato dal comunicato della Polizia di Stato che informava delle misure emanate a seguito degli scontri tra le tifoserie di Torino e Juventus in occasione del derby dello scorso 24 maggio. Oggi, è arrivata la risposta di una delle due fazioni. I gruppi organizzati bianconeri, uniti sotto il nome di "Curva Sud", tramite un comunicato hanno richiesto "giustizia, proporzionalità e verità", adducendo a causa degli eventi una "gestione dell'ordine pubblico che, invece di prevenire, ha contribuito ad alimentare una tensione sfociata nell'evitabile contatto tra le tifoserie".

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Scontri nel derby, il comunicato dei gruppi organizzati della Juventus

BASTA! LA CURVA NON È IL CAPRO ESPIATORIO

Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti.

Una gestione dell'ordine pubblico che, invece di prevenire ha contribuito ad alimentare una tensione sfociata nell'evitabile contatto tra le tifoserie. E oggi, a distanza di tempo, arriva il conto: diffide, provvedimenti e modalità investigative che riteniamo assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati. Ci chiediamo come sia possibile che, dopo una "gestione" che avrebbe dovuto impedire l'escalation degli eventi, la responsabilità finisca per essere scaricata esclusivamente sulle persone individuate a posteriori, mentre è calato il silenzio sui lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo uno dei quali ha causato ferite gravissime, alla testa, a un tifoso del tutto estraneo agli eventi. Per inciso, il tifoso porterà i segni per tutta la vita con le ovvie conseguenze. Di più, alcuni episodi come l'inopinata fermata, di un pullman di tifosi, tra cui lo stesso ragazzo ferito, poi obbligati a scendere e a confluire nel corteo, nonché frasi palesemente minacciose pronunciate da funzionari della Polizia di Stato del tipo "state rialzando troppo la testa, ma noi ve la schiacciamo sul nascere", ingenerano fondati dubbi che si sia al cospetto di una strategia preordinata finalizzata a favorire quanto poi accaduto. A corollario di tutto ciò appaiono altresì del tutto immotivate le sanzioni pecuniarie comminate ad alcuni ragazzi, per corteo non autorizzato, per non aver utilizzato le ipotetiche navette oltretutto non presenti in loco, tantomeno annunciate, quando invece lo stesso è stato imposto dalle forze dell'ordine presenti. In ogni caso, nessuno può pretendere di trasformare una gestione discutibile, e siamo generosi nel definirla in questo modo, dell'ordine pubblico in una condanna collettiva. La Curva non chiede impunità. La Curva chiede giustizia, proporzionalità e verità. La Curva chiede che vengano accertate tutte le responsabilità, comprese quelle di chi avrebbe dovuto impedire che i cortei delle due tifoserie si potessero trovare a distanza di pochi metri uno dall'altro. Perché non può esistere una giustizia a senso unico. Non accetteremo in silenzio che vengano colpiti i nostri ragazzi con provvedimenti sproporzionati, né che si utilizzi la repressione come unica risposta alle problematiche del calcio. Contro gli eccessi. Contro le generalizzazioni. Chi ha sbagliato dovrà risponderne, chi ha gestito quella giornata dovrà assumersi le proprie responsabilità.

Sabato 10 ottobre alle ore 15 ci troveremo davanti alla curva.

A Juve Lazio resteremo fuori: se non volete sentire la Nostra voce, sarete costretti ad ascoltare il Nostro silenzio.

I GRUPPI DELLA SUD

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