Con il contratto in scadenza nel 2027, il Torino deve ora decidere se trasformare la nuova centralità di Adams anche in una scelta sul futuro

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Nell'ultima estate qualcuno ha di nuovo messo in discussione Ché Adams. Dubbi sul rendimento, sulla continuità, sulla possibilità che il suo ciclo al Torino fosse arrivato al capolinea. L’attaccante scozzese ha scelto di rispondere nel modo più semplice e, per certi versi, più fastidioso per chi lo aveva già messo sotto esame: lasciando parlare il suo rendimento sul campo.

Le prime giornate hanno cambiato rapidamente la percezione attorno al classe 1996, oggi diventato uno dei riferimenti offensivi del Torino di Ignazio Abate. Perché i numeri, in una squadra che fin qui ha segnato poco, raccontano comunque una gerarchia piuttosto chiara. Adams ha realizzato due reti in quattro presenze in campionato, mentre Kulenovic si è fermato a una e Simeone ha trovato il gol soltanto in Coppa Italia. Alle spalle dello scozzese c'è anche Zapata, ancora alle prese con una condizione fisica altalenante. In mezzo a un attacco che fatica a trovare gol con regolarità, Adams ha invece lasciato il segno due volte e in modi completamente diversi. Il primo, contro il Milan, è arrivato nel finale con uno splendido gesto tecnico che non ha evitato la sconfitta. Il secondo è stato invece un gol pesante perché ha deciso la trasferta di Firenze consegnando al Toro l’unica vittoria ottenuta finora in campionato.

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Non serve girarci intorno: quello che in estate sembrava un giocatore sacrificabile oggi si è fatto sempre più centrale. Ma attenzione, perché Adams si era già dimostrato importante per il Toro. Con Vanoli ha retto da solo l’attacco dopo il grave infortunio di Zapata, mentre con Baroni e D’Aversa ha ritrovato spazio e continuità, tornando a incidere. Eppure, anche l'estate scorsa il suo nome era finito tra quelli considerati in uscita. Il copione, a quanto pare, si ripete: Adams sembra sempre dover convincere qualcuno, salvo poi rispondere ogni volta sul campo. Stavolta lo ha fatto subito, riportandosi al centro del progetto del Torino.

Adams risponde, ora il rinnovo

Adams è fermo per una lesione distrattiva di basso grado agli adduttori della coscia sinistra e ha dovuto rinunciare anche al ritiro con la Scozia. La sosta può però permettergli di recuperare in tempo per l’impegno con l'Udinese del 12 ottobre, mentre Abate potrebbe dargli ancora più spazio con il ritorno all’attacco a due. Intanto, bisogna pensare anche al contratto, in scadenza il 30 giugno 2027. Fino a pochi mesi fa quella data rendeva Adams un possibile sacrificio sul mercato, oggi invece apre a un ragionamento opposto. Il Torino dovrà valutare presto un rinnovo per evitare di arrivare all’ultima stagione con il futuro dello scozzese ancora in sospeso. Dopo averlo rimesso al centro del progetto sul campo, ora Cairo e Petrachi dovranno fare lo stesso anche sul piano contrattuale.

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