Il Como è la squadra con più dribbling riusciti in media a partita, ma le superpotenze europee sono su un altro pianeta

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Se in Serie A il dribbling è una giocata sempre più difficile da vedere con continuità, il confronto con le altre grandi leghe europee permette di allargare ulteriormente il quadro. Guardando ai numeri dei principali campionati, emergono infatti differenze importanti sia a livello di squadre sia tra i singoli interpreti. La capacità di saltare l’uomo resta una delle armi più preziose per rompere gli equilibri, ma la sua presenza cambia sensibilmente da un campionato all’altro.

Yamal non è il primo

A livello individuale, il dato più alto arriva dalla Premier League: Savinho del Tottenham viaggia a 4,33 dribbling a partita, a sorpresa davanti alla stella chiamata Lamine Yamal, autore di 3,86 nella Liga. Sul podio c'è anche Gessime Yassine dello Strasburgo, a quota 3,60, mentre Antonio Nusa del Lipsia è a 3,25. Tra i giocatori della Serie A presenti nelle prime posizioni spicca ancora Giorgi Kvernadze, che con i suoi 3,20 dribbling a partita si colloca al quinto posto assoluto nel confronto mostrato. Più indietro Assane Diao (18°) del Como, a 2,40, e Junior Messias (25°) a 2,20. Numeri che mostrano come anche il campionato italiano abbia alcuni giocatori capaci di avvicinarsi alle migliori cifre europee, pur con una presenza complessivamente meno marcata nelle primissime posizioni.

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Le superpotenze dribblano di più

Il confronto tra le squadre restituisce invece un quadro ancora più netto. La formazione che registra più dribbling a partita è il Bayern Monaco, con 15,3, davanti al Barcellona (14,7) e al Real Madrid (14,3). Seguono il Tottenham e l'Auxerre, entrambi a 11,8, quindi il Villarreal (11,6), il Malaga (10,9) e il Lipsia (10,5). La prima squadra italiana della graduatoria è il Como, che con 10,4 dribbling a partita si trova al nono posto, davanti alla Roma (10). Un dato che conferma quanto emerso anche dal confronto interno alla Serie A: i lariani sono tra le squadre italiane che ricercano maggiormente l'uno contro uno, ma nel panorama delle principali leghe europee il ritmo delle formazioni di vertice è ancora superiore.

Il dato racconta quindi due aspetti diversi ma collegati: da una parte ci sono singoli giocatori capaci di competere con i migliori d'Europa per frequenza di dribbling, dall'altra un sistema di squadra che in alcuni campionati sembra incoraggiare maggiormente la ricerca dell'uno contro uno. Bayern, Barcellona e Real Madrid superano tutte quota 14 dribbling a partita, mentre la migliore italiana presente nella graduatoria si ferma a 10,4. La differenza non è soltanto nei grandi solisti e campioni come Yamal, Mbappè e tutti gli altri, ma anche nella frequenza con cui il dribbling viene utilizzato come strumento collettivo per creare superiorità.

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