Editoriale / A caldo, la rabbia per il grave errore di Doveri ha "contaminato" i giudizi, ma nei fatti ieri i granata hanno un'altra volta dimostrato di non avere un briciolo d'identità di gioco
Ormai non è una novità, allo Stadium il Toro raramente riesce a giocare ad armi pari. La scandalosa decisione di Doveri di convalidare il secondo gol rimane una macchia indelebile sul derby di ieri sera, ma non deve e non può giustificare l'ennesima prestazione insufficiente della squadra granata - incapace di proporre un gioco degno di tal nome e di fatto passiva per almeno 70 minuti alla manovra bianconera. Va separato dunque il piano dell'inspiegabile decisione dell'ineffabile arbitro romano da quello prettamente sportivo: il Toro poteva uscire meglio da questa stracittadina, che sarebbe stata vinta dalla Juventus anche senza l'ormai consueto aiutino dell'arbitro.
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La partita (e non capita sempre all'Allianz Stadium) era stata tenuta aperta da una Juve poco concreta (anche se fortunata), e il Toro - azzerati gli alibi - doveva approfittarne. La squadra granata, invece, si è dimostrata inconcludente, ha subito la verve juventina in lungo e in largo, e quando ha avuto l'opportunità di offendere si è sciolta come neve al sole - non riuscendo mai ad impensierire davvero Szczesny, che di fatto ha terminato la gara con zero parate all'attivo. Il tiro strozzato e quasi maldestro di Berenguer dopo 10' è la fotografia di un Toro che ha le opportunità, ma non è in grado di farle fruttare. L'unico episodio per il quale non ci si può appellare alla poca lucidità dei granata, è sicuramente il palo colpito da Niang - che ha concluso da posizione quasi impossibile ed è stato sfortunato. Ma, anche qui, quello è stato di fatto l'ultimo squillo del Toro.
Ripartenze sbagliate e buttate al vento, errori tecnici grossolani, pochissimo coraggio ed eccessiva timidezza, specie negli uomini di maggior qualità come Baselli e Falque: Mihajlovic ha probabilmente finito le cartucce all'Allianz, e anche la società se n'è accorta. VAR o non VAR, quella di ieri era un'occasione epocale per arrivare in semifinale. Non era facile contro i campioni d'Italia, e con la squadra rimaneggiatissima, certo, ma quest'ultimo derby è parso un altro indizio di un Toro che ha perso completamente il proprio capo e la propria coda. Viene in mente Alessandro Baricco nel capolavoro Emmaus, per un Toro che è "aurora, ma epilogo: perenne scoperta tardiva"...
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