Le prime impressioni dopo il pareggio del Torino in casa del Bologna: il secondo tempo indica la strada per il lavoro durante la sosta?
Il commento post partita di Bologna-Torino (VIDEO)
Gli errori costano caro, e il Torino lo sta imparando a sue spese. Spese ingenti in questo inizio di stagione. Dall'altra parte sta anche scoprendo a sue spese quale abito gli sta meglio addosso. E anche qui sono spese ingenti. La speranza di Abate è che, una volta maturati gli interessi, gli incassi possano essere profumati. Dopo un finale con richieste molto più ricche, il Torino ottiene un punto dalla gara contro il Bologna: al Dall'Ara termina 1-1, decidono i gol di Bernardeschi e Kulenovic. Alcune impressioni a caldo dal match.
Bologna-Torino 1-1: una disattenzione costa caro, Abate la riprende con i cambi
Tre partite in una per il Torino che approccia bene la sfida in casa contro il Bologna, inizia forte con propositività e grinta. Un errore (una disattenzione, in realtà) costa subito caro perché Bernardeschi ne approfitta e firma l'1-0. I granata impiegano un attimo a riprendersi, ricominciando ad attaccare soltanto alla fine della prima frazione. Nella ripresa è tutto un crescendo, con Abate che azzecca i cambi, rivoluziona la squadra passando da una difesa a tre a una a quattro e trova con queste scelte un ottimo finale. Kulenovic segna un gol da vero attaccante e la riprende, firmando l'1-1. Quindi comincia l'assedio da parte dei granata che provano in ogni modo ad ottenere la vittoria, uscendo, alla fine, dal Dall'Ara con un punto.
Bologna-Torino, impressioni a caldo
Tante le impressioni, in realtà: l'accumularsi di tante idee che, all'ultima giornata prima della sosta, sono uscite fuori. In effetti, il Torino ha vissuto tante partite in una sola, quella contro il Bologna. A partire da una squadra che, pur mostrandosi con lo spirito e l'approccio giusto (perché questo è successo nei primi minuti della gara, con i granata ricchi di grinta, voglia di pressare e attaccare), si è mostrata in grande fatica al primo errore commesso. E non si tratta, in questo caso, di un errore tecnico, quanto di una disattenzione. Schema che si è ripetuto più volte in questo inizio di stagione.Si passa poi per una qualità, ormai consapevole, all'interno del centrocampo: si è mostrato meno brillante del solito Mandragora, che non è stato il maestro della zona centrale come suo solito. Dall'altra parte era molto in forma Fitz-Jim: il centrocampista olandese si è spesso fatto carico anche di compiti non suoi. Libero di muoversi, l'ex Ajax non solo si è speso in fase di possesso per cercare il guizzo giusto e dare creatività alla manovra di costruzione, ma spesso si è fatto carico di compiti sia di impostazione, abbassandosi fino alla difesa per prendere il possesso, sia di interdizione: esempio è il grande e provvidenziale salvataggio su Pobega. E, in effetti, ha stupito la sua sostituzione. Quindi c'è stato Braganca: forse meno impeccabile rispetto al secondo tempo contro la Roma, il portoghese ha comunque raccontato una parte della propria qualità. Da ultimo Ilkhan. Altra grande prestazione da subentrato da parte del turco: ma perché non può giocare titolare?
Altre e doverose considerazioni riguardano l'attacco: a partire da un Simeone che continua ad essere speso lontano dalla porta. Questo certamente fa mancare i gol all'argentino che però inanella prestazioni di livello, facendosi carico di una parte fondamentale della manovra di possesso della formazione di Abate. E con al suo fianco una punta vera, leggasi anche Kulenovic, forse qualcosa può cambiare. D'altro canto, Vlasic continua a non essere il Vlasic che si ricordavano i tifosi: il capitano granata è in grande difficoltà, sembra privo di idee e capacità di trovare il guizzo vincente per la causa granata, cosa che invece aveva dimostrato di saper fare nella scorsa stagione.
In ultima istanza, la disposizione tattica: a questo punto sembra evidente, dopo la vittoria contro la Fiorentina e l'ultima vincente mezz'ora contro il Bologna, che questa squadra renda meglio con la difesa a quattro. Il 3-4-2-1 di Abate, poi diventato 3-5-2 (o 3-5-1-1, come intender lo si voglia), non sembra più l'abito migliore per questo Torino, che si trova invece a convolare a nozze con difese a quattro e "rombi", tanto decantati da Abate. Quel che è certo è che questa consapevolezza arriva nel momento migliore: ora c'è la sosta e Abate avrà modo di provarne tanti di abiti per la propria squadra. Sarà un Abate in versione sarto da qui in poi: con l'abito giusto, forse il Torino potrà davvero sposarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA