In conferenza stampa Abate ha lasciato poco spazio alle interpretazioni: agli ultimi arrivati serve tempo
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Chi pensava che contro la Fiorentina avremmo visto un Toro diverso, almeno alla lettura delle formazioni, rispetto alla gara contro il Sassuolo dovrà ricredersi. Abate in conferenza stampa ha lasciato poco spazio alle interpretazioni: i nuovi non sono ancora pronti. Solo su Mandragora il tecnico granata è stato sicuro: "È il più pronto di tutti". Su tutti gli altri ha lasciato più di un dubbio: "Bragança ha grandissima qualità e spessore, ma non ha fatto tantissimi allenamenti con la squadra e ha bisogno di tempo. Patterson ho bisogno di valutarlo. Belghali è un altro che ha bisogno di tempo, ma una struttura fisica che gli permette di entrare in forma velocemente". E ancora su Rodriguez: "Avrà bisogno di una settimana, dieci giorni per mettersi al passo con i compagni". E non potrebbe essere altrimenti. La disamina di Abate è lecita ed è figlia del solito mercato dell’ultimo minuto. Petrachi ha agito, probabilmente al massimo con un pugno di mosche in mano, nell’ultimo giorno disponibile e anche oltre, con cinque acquisti arrivati praticamente a campionato iniziato. Rinforzi che aumentano il tasso tecnico e il valore della rosa, ma che inevitabilmente ritardano la crescita della squadra per una semplice questione di tempistiche.
Abate chiede tempo: in pochi disposti a concederglielo
Tradotto e riassunto, Abate chiede tempo. Un tempo che alla vigilia della terza giornata c'è ancora, ma probabilmente meno di quanto pensi il tecnico. E si riduce ancor di più per la situazione in cui versa il Toro: zero punti in due gare, la sconfitta in Coppa Italia, ma soprattutto la pressione dell'ambiente. Parte dei tifosi è già, comprensibilmente, sull'ascia di guerra e la società potrebbe cominciare a compiere le sue valutazioni sulla panchina da un momento all'altro. In pochi, oggi, sembrano disposti a concedere davvero tempo ad Abate e, se i risultati non arriveranno e nemmeno le idee emergeranno dal campo, allora anche il tempo rischierà di diventare superfluo. La colpa principale, come quasi sempre, parte dalla gestione del mercato: i nuovi acquisti non sono ancora pronti, chi dal punto di vista fisico, chi per una questione di ambientamento. Basti pensare che tra i titolari della prima amichevole del ritiro di Pinzolo solo due o tre lo saranno anche domani... Proprio domani, però, arriva la Fiorentina, poi sarà il turno della Roma e quindi del Bologna: tre partite tutt'altro che semplici per un Toro ancora alla ricerca della propria identità. Abate dovrà quindi trovare la quadra e, soprattutto, inserire al più presto i nuovi. Perché il tempo può essere un alleato soltanto se, partita dopo partita, iniziano ad arrivare anche segnali concreti.
A Firenze tocca ancora alla vecchia guardia
Domani però c'è una partita da giocare e chiunque venga scelto da Abate dovrà dare una scossa. La sensazione, dunque, è che toccherà ancora alla vecchia guardia affrontare la trasferta di Firenze, con un Mandragora in più e la possibilità di vedere gli altri nuovi soltanto a gara in corso. Se dal punto di vista tecnico poco potrà cambiare rispetto alle partite precedenti, ciò che dovrà necessariamente cambiare è l'atteggiamento con cui il Toro approccerà il match. Perché al di là degli interpreti e degli inserimenti che arriveranno nelle prossime settimane, il Toro non può più permettersi di aspettare. A Firenze servirà una squadra più coraggiosa, più intensa e soprattutto capace di mettere in campo quelle idee che Abate sta ancora cercando di trasmettere. Il tempo per i nuovi ci sarà, quello per cambiare marcia invece inizia a essere sempre meno.
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