Contro il Como prestazione anonima, ma guai a esaltarlo e poi scaricarlo: il Toro trovi equilibrio con Alessio Cacciamani

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Caro Abate, questa volta il tuo Toro ha perso, ma... (VIDEO)

Il salto è netto, e pretendere risposte immediate sarebbe ingeneroso. Per un ragazzo di 19 anni alla prima stagione in Serie A, misurarsi ogni settimana con avversari pronti e fisicamente strutturati significa imparare in fretta, anche attraverso gli errori. Cacciamani è entrato nel progetto del Torino trovando subito spazio e responsabilità. Abate, nei confronti del giovane granata, è stato un po' come il genitore che insegna al figlio a nuotare lanciandolo direttamente in piscina. Anche se c'è da dire che in questa piscina sono entrati insieme, tenendosi per mano. È la prima volta di entrambi, e stanno ancora capendo come andare avanti.

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Nove presenze (tutte), di cui otto da titolare e una media di 74 minuti a partita raccontano quanto il tecnico abbia deciso di puntare su di lui. I numeri offensivi, per ora, restano miseri: zero gol e un assist, e non è il momento di trasformarli in un processo, né di caricarli di significati che non possono avere da soli. Il classe 2007 deve ancora completare il proprio percorso, che anzi è tutto da fare, ma ha già mostrato spunti e personalità. Il Torino ha bisogno di accompagnarlo in questa crescita, senza chiedergli di essere già oggi il giocatore che potrà diventare.

Contro il Como: spunti iniziali, tanta fatica

Riduciamo i numeri panoramici alla prestazione contro il Como. L'ultimo incontro disputato non è andato bene. L'esterno granata ha provato colorare la sua zona di campo, ma è progressivamente uscito dalla partita, fino alla sostituzione effettiva al 10' della ripresa, quando ha abbandonato il campo per un problema alla spalla. I 55 minuti disputati raccontano una prova poco incisiva: un solo cross, nessun tiro, nessun dribbling riuscito e dieci palloni persi. Nei passaggi ha chiuso con 7 riusciti su 11, il 64%: tre su tre nella metà campo avversaria, appena quattro su otto nella propria. Ha vinto due dei cinque duelli a terra e perso l'unico aereo disputato e ha commesso un fallo. Troppo poco per incidere, soprattutto in una gara in cui serviva spinta costante sulle fasce, oltre che esperienza (che Cacciamani sta costruendo) e senso della posizione. Il Como, però, è un avversario di livello e il contesto conta: la prova è stata insufficiente, ma non è una condanna sul valore del ragazzo.

Fiducia, tempo e soprattutto pazienza

Cacciamani è uno dei giocatori su cui il Torino deve continuare a investire, questo lo sappiamo. E lo sa meglio di tutti Abate che lo conosce dai tempi della Juve Stabia e gli sta concedendo spazio. Il classe 2007 è un riferimento a sinistra, ma il ritorno di Fortini potrebbe riaprire il confronto per una maglia. A diciannove anni è normale alternare prove promettenti ad altre più complicate, un ragazzo deve sbagliare, mettersi in discussione e avere il coraggio di riprovarci: si costruisce così un giocatore, non pretendendo che sia impeccabile ogni domenica. Il Torino deve accompagnarlo, lavorando sulle scelte, sulla gestione del pallone e sulla tenuta lungo la gara.

Serve equilibrio anche nel giudizio. Oggi tutto corre veloce: sui social una prestazione può trasformarsi in un'investitura e quella successiva in una bocciatura. Cacciamani non va esaltato come una stella già pronta, ma nemmeno tormentato quando non brilla. Le potenzialità si accompagnano con pazienza, senza fingere che vada sempre tutto bene. Contro il Como ha inciso poco e può fare meglio; riconoscerlo è parte del sostegno. Il Torino deve puntare su di lui con convinzione, lasciandogli spazio per crescere e margine per sbagliare. Il resto verrà con lavoro, esperienza e continuità: senza fretta, ma senza smettere di chiedergli passi avanti.

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