Prima Luongo, poi Dalla Vecchia: le indicazioni di Abate per i centrocampisti offrono molti spunti
Chi sarà il granata più decisivo? L'opinione dei tifosi (VIDEO)
Che, in realtà, nel calcio nulla si inventi, è cosa parzialmente vera. Dall'altra parte non si può, da amanti del gioco del calcio, non ammirare gli schemi tattici provati da Abate nel corso dell'allenamento pomeridiano di martedì 21 luglio. Un doppio esercizio con alcune indicazioni molto chiare. Il tecnico vuole che la squadra sia tale, e che spicchi per intensità, precisione nella palla a terra e attenzione ai particolari. Proviamo a spiegare gli spunti tattici offerti dal tecnico.
Ritiro Pinzolo, Abate prova la tattica in uscita
Nel corso del pomeriggio, Abate ha provato due esercizi, in particolare, che hanno colpito dal punto di vista tattico. In una prima fase, il focus è stato messo sulla fase in uscita con pressione, in una zona molto ravvicinata alla porta. Abate ha posizionato la difesa in area, incollata alla zona di Paleari. La linea di pressione in questa fase era molto alta, prima composta solo da pochi uomini - dal centrocampo in su svolgevano una fase di attivazione tecnica -, quindi più strutturata, con due trequartisti, due centrocampisti e tre difensori. Il compito della linea era quello di uscire con passaggi rapidi dalla marcatura.
Proprio in questo contesto si è sentito Abate riprendere più volte prima Luongo e poi Dalla Vecchia, con un'indicazione chiara: "Devi stare fermo, vai troppo in giro". Questo perché, ed è l'indicazione tattica più interessante della giornata, al centrocampista Abate richiede un ruolo da doppio pivot: prima seguire la pressione avversaria abbassandosi e facendo da "terzo", andando a ricevere il pallone dal centrale e allargandolo con un tocco verso il braccetto o addirittura verso l'esterno. Poi, però, deve restare ancorato, pronto a girarsi in rapidità per ricevere un possibile scarico dal trequartista: se il centrale verticalizza, è suo il compito di farsi trovare pronto a ricevere lo scarico e cambiare gioco di prima. In fase di uscita, per Abate il centrocampista deve porsi come punto di riferimento, abile a seguire il pallone, la pressione e ponendosi da elemento chiave per ribaltare la situazione.
L'applicazione pratica: l'idea di gioco
Quindi si è ampliato lo spazio. In metà campo Abate ha posizionato diciotto giocatori: dieci a condurre la fase di possesso, otto in marcatura. Con due disposizioni differenti, prima con la difesa a quattro e poi con quella a tre, il tecnico ha rimarcato le proprie idee tattiche: ruolo chiave del centrocampista che segue la pressione e smista di prima per uscire dalla fase critica. Gli esterni in questo esercizio sono rimasti ancorati sulle corsie, ricevendo il pallone dai trequartisti, molto bassi per favorire la manovra di costruzione, e scegliendo se andare al cross o anche accentrarsi per creare una fase di superiorità numerica davanti all'area di rigore avversaria. E in questo, alla punta era richiesto di giocare costantemente con la squadra: prima Simeone e poi Zapata si sono posizionati quasi dei "falsi 9", molto bassi per ricevere il pallone e liberare la marcatura verso l'esterno. Spunti tattici molto interessanti ai quali, però, bisognerà abbinare gli interpreti giusti. Perché con un gioco del genere, la qualità tecnica richiesta è tutt'altro che bassa.© RIPRODUZIONE RISERVATA