Il ritiro del Torino a Pinzolo si è chiuso con una sconfitta contro il Cittadella: il bilancio tracciato dal "Cholito"

- Pinzolo
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Torino-Cittadella 0-1: un pasticcio non annulla un buon ritiro (VIDEO)

L'Argentina può attendere, il cuore chiama ma la testa lo tiene ancora ancorato alla Serie A e al Toro. Al termine della sfida contro il Cittadella è intervenuto in conferenza stampa Giovanni Simeone per tracciare un bilancio non soltanto della sconfitta subita ma anche del ritiro a Pinzolo. Il "Cholito" è subentrato nel secondo tempo al posto di Kulenovic. Ha così chiuso la preparazione in Val Rendena con un gol all'attivo, quello del momentaneo 1 a 0 nella vittoria sul Pinzolo.

Qual è il bilancio del tuo ritiro? "Penso molto positivo perché è arrivato un nuovo allenatore, con energia nuova. Avevamo bisogno di gente nuova con lo spirito di voler vincere. Si voleva creare un nuovo gruppo. Tutti e 14 i giorni sono stati positivi. Sono giorni complessi, perché ci sono tante cose nuove. Stiamo lavorando per creare una nuova identità".

Giovanni Simeone a Pinzolo

Il tuo primo anno al Torino è stato molto buono, sei andato in doppia cifra. Il secondo dicono che sia il migliore per un giocatore in un club: cosa pensi? "Penso che ogni anno c'è una difficoltà nuova che sia il primo, il secondo o il terzo anno. Quando inizi un nuovo anno si è tutti uguali, c'è un nuovo mister e stiamo creando un qualcosa di bello. Mi auguro il meglio per questa squadra e questo gruppo. C'è una bella energia".

Il River Plate ti voleva. Perché hai scelto di restare al Toro? "Lo sanno tutti, voglio tornare una volta in Argentina. Mi piacerebbe tantissimo, arriverà il momento. Questo non è il momento. Voglio stare qui per concentrarmi sul mio presente e vivere un nuovo gruppo. Sono concentrato sul qui e ora a Torino".

Cosa cambia per te con il sistema di mister Abate? "Giocare con il sistema di Abate mi sta piacendo molto, vuole giocare e vuole molta partecipazione da chi gioca in mezzo. Vuole uno stile di gioco che parta dal basso. Le idee e i principi di Abate sono molto buoni, poi ci sono tante cose da migliorare. La cosa più importante è assimilare le idee e credo che stiamo cercando di creare qualcosa di bello. Lasciamo stare la partita contro il Cittadella: può capitare il risultato falso in un'amichevole perché le gambe sono pesanti, io mi focalizzo di più sull'idea".

Chi ti ha colpito tra i più giovani? "Andrea Luongo. Mi ha colpito molto, ma credo che tutti siano stati colpiti da Andrea. Vuol dire che qualcosa capisco di calcio (ride, ndr). Ragazzo umile e silenzioso, sa lavorare. Dopo mezzo allenamento aveva capito le cose. Si è messo a disposizione del mister e sta facendo bene, deve continuare per questa strada. Deve continuare con la voglia di sbagliare e di fare. Deve soffrire nei momenti di difficoltà. Andrea ha qualcosa di diverso".

Lo staff del Torino parla argentino. Com'è stato ritrovarsi con Biglia e Raimondi? "Biglia l'ho conosciuto da avversario e poi ho fatto da sparring per il Mondiale 2014 in Brasile e l'avevo già visto. Persona bella, anche da avversario. Non conoscevo invece Raimondi: è molto bravo, lavora benissimo con i difensori per far mantenere la linea. Sono due persone che sono calciatori dentro, c'è bisogno di questa cosa. Sono due persone che trasmettono tanto, in primis le loro competenze".

Come hai vissuto la sconfitta della tua Argentina al Mondiale? "Io sento molto il prepartita, specie se è la finale di Coppa del Mondo. Da una parte me la sono goduta, dall'altra ho sofferto. Ho visto tutte le partite da solo, non volevo né Biglia né Raimondi. Dovevo essere concentrato. Trovo difficile godersi la partita quando ci gioca il proprio fratello. Nonostante la sconfitta, voglio guardare le cose positive: sono orgoglioso del percorso di mio fratello. Vorrei aiutarlo in ogni circostanza".

Abate ti ricorda qualche tuo allenatore del passato? "Non lo so, è la verità. Abate è molto intenso e attento al dettaglio. In questo è vicino a Conte. Ti fa sentire la pressione di voler migliorare. Sulle uscite e sul lavoro in campo ricorda anche Pioli. Non direi però un allenatore in particolare. Non sono nessuno per dire a chi assomiglia. Ha la sua impronta, non ricorda nessuno in particolare. Ha la sua personalità e la sua forma d'essere. Gli allenatori che sono a certi livelli devono essere un po' pazzi e maniacali nei dettagli. Ha tanta energia, è giovane e noi dobbiamo seguire la sua strada".

Qual è stata la parola chiave usata da Cairo e Petrachi per convincerti a rimanere? "Non è stata una parola in più o in meno, la situazione è andata così. Il presidente è stato molto chiaro e poi è andata così. Ho parlato con il presidente ed è bastato questo".

Ti piace la seconda maglia del Torino dedicata all'amicizia con il River Plate? "Il Torino aveva già avuto maglie simili in passato, sono 120 anni di storia per il Torino, 125 per il River Plate: c'è un bel legame. Sono contento che il River abbia dato una mano al Torino in quella famosa amichevole".

In attacco siete tanti: come sta andando? "Non so se siamo tanti. Credo che comunque stiamo migliorando sulla costruzione dal basso. Il reparto offensivo è buono, ma dobbiamo dimostrarlo ogni giorno. Non sono i nomi a fare i gol, bisogna dimostrare le cose dentro al campo. Devo dire che Kulenovic ha fatto un grande ritiro".

Cosa significherà riavere i tifosi in Maratona? "Io rimango con la memoria dell'ultima partita. Mi sono emozionato tantissimo contro la Juventus. Quando giocavo contro il Torino e vedevo lo stadio pieno era difficile. Aver sentito quella forza nell'ultima partita contro la Juventus è stato emozionate. I tifosi hanno una spinta in più, hanno quel carattere che rende il Toro grande. Da avversario dicevo sempre che non era facile giocare contro il Torino per l'atmosfera che i tifosi creavano. Sono molto preziosi, non possono nemmeno immaginare quanto".

Nella scorsa stagione dovevi correre molto all'indietro. Quest'anno sembri più proiettato verso la corsa in avanti: è più stimolante? "Io sono sempre stato abituato a giocare davanti, D'Aversa mi ha messo un po' dietro. Con Abate ho provato da trequartista nei primi allenamenti e adesso da prima punta. Da trequartista corri un po' di più, da attaccante centrale corri un po' meno indietro. Ma fidatevi che con il mister bisogna correre molto anche da prima punta (ride, ndr)".

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