Abate risponde a Cairo e accende il Filadelfia: "L’adrenalina di questa piazza mi esalta, serve tempo ma vedrete una squadra aggressiva". Il patto con il gruppo verso l'Udinese

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"Il calcio mi piace, meno quando mi contestano", le parole di Cairo fanno discutere (VIDEO)

Le dichiarazioni di Urbano Cairo al Festival dello Sport di Trento, arrivate a margine di un avvio di stagione da quattro punti in cinque gare e con il boccone amaro dell'eliminazione in Coppa Italia per mano del Monza, hanno tracciato una linea chiara: la società si aspettava di più dalla formazione di Abate. La replica del tecnico granata non si è fatta attendere ed è arrivata con la forza della convinzione di avere ancora tanto da lavorare. L'ex Milan e Juve Stabia non ha cercato scuse, ma ha rivendicato la bontà del percorso intrapreso e ha lanciato un messaggio preciso a tutto l'ambiente granata.

Torino FC v US Carrarese - Coppa Italia

Meno tatticismo, più carattere: la ricetta del tecnico campano

In queste due settimane di sosta senza la pressione del campo, Abate ha lavorato sodo al Filadelfia. Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul modulo da adottare in vista dell'Udinese, passando magari dalla difesa a tre alla linea a quattro o variando l'assetto dell'attacco, l'allenatore campano ha puntato dritto alla testa del gruppo. "Secondo me adesso non serve nessun click, ma insistere sull'identità del gruppo. È l'aspetto più importante per costruire una squadra intensa ed aggressiva, che abbia il coraggio di giocare con la palla, ma anche difendere dietro la sua linea quando occorre: voglio un Toro riconoscibile, servono umiltà e dedizione, ma anche grande ambizione". Il messaggio del classe '86 è piuttosto chiaro: prima ancora dei numeri o degli schemi, il Torino deve ritrovare quella fame e quella cattiveria agonistica necessarie per stare ad alti livelli.

La sinergia con la piazza e la gestione delle aspettative

Abate sa perfettamente dove si trova. La formazione che ha ereditato da D'Aversa, complice anche una profonda rivoluzione estiva guidata dal ds Gianluca Petrachi, richiedeva inevitabilmente un tempo di assestamento. Tuttavia, anziché farsi spaventare dalla pressione o dalle insoddisfazioni della dirigenza granata, il tecnic0 ha scelto di sposare appieno il calore della tifoseria granata. Abate ha sempre sottolineato come la passione dell'ambiente rappresenti la molla ideale per tirare fuori il meglio da se stesso e dai calciatori. Eppure questo non basta, la trasformazione richiede tempo. Nel frattempo la disponibilità e l'impegno mostrati dal gruppo in queste settimane di allenamenti lasciano ben sperare per puntare ad un exploit nell'immediato futuro.

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Il tempo delle parole lascia ora spazio al campo. Il posticipo di lunedì 12 ottobre contro l'Udinese in programma allo stadio Olimpico Grande Torino rappresenta il primo vero banco di prova per misurare i frutti del lavoro svolto durante la pausa. Con il rientro graduale dei quattordici nazionali e la necessità di muovere la classifica, il Toro di Abate è chiamato a dimostrare a tifosi e dirigenza nei fatti che la "ricostruzione" è già a buon punto e la cura Abate inizia funzionare.

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