Saul Coco contro il Frosinone e Pietro Comuzzo contro il Lecce sono stati i migliori in campo del Toro: la difesa lancia segnali incoraggianti
Trieste e il legame con il Toro (VIDEO)
Prestazioni deludenti e una produzione offensiva sterile sono giustamente i temi maggiormente sotto la luce dei riflettori granata a seguito degli ultimi due match della squadra di Abate. Ma c'è una situazione che silenziosamente sta passando abbastanza inosservata e che può lasciare bagliori di speranza in ottica futura. Nonostante i tre gol incassati, le prove sul rettangolo verde della retroguardia del Toro sono state convincenti, soprattutto in merito a due suoi interpreti: Saul Coco e Pietro Comuzzo. Nella gara contro il Lecce il Torino ha faticato in costruzione e a velocizzare la manovra, svegliandosi troppo tardi e collezionando il suo secondo pareggio stagionale, ma a livello difensivo Comuzzo ha ringhiato bene su gran parte delle folate offensive salentine. Mentre nel match con i ciociari il numero 23 granata ha salvato un gol fatto, ha fatto buona guardia sulle molteplici incursioni degli attaccanti gialloblù e ha messo diverse pezze nel momento di maggior vivacità della squadra di Alvini.
Coco e Comuzzo rocciosi: il muro granata sembra più difficile da scalfire
Se è vero che si potrebbe affermare che la crescita di rendimento degli interpreti difensivi granata ha portato in dote 1 solo punto e dunque 1 pareggio e 1 sconfitta al Torino, al contempo è giusto considerare che un reparto granitico può costituire una buona notizia in prospettiva, quando e se il Toro dovesse sistemare le recenti difficoltà dalla metà campo in su a livello di proposta di gioco. Il difensore della Guinea Equatoriale e il classe 2005 sono stati i migliori in campo di marca granata nelle ultime due uscite, rispettivamente contro Frosinone e Lecce. Ora l'obiettivo del Toro e di Abate è quello di accrescere ancor di più la solidità mostrata e di ritrovare l'entusiasmo e la qualità manifestata fino al match contro il Como. Ma al momento viene da chiedersi: ora è la difesa che funziona meglio dell'attacco?© RIPRODUZIONE RISERVATA