Dopo la panchina al Napoli, il Cholito torna tra i protagonisti. Il Toro deve ripartire da lui
Torino, tutto fatto per Abate: sarà lui il nuovo allenatore (Video)
Quando si parla di attaccanti, il primo pensiero corre inevitabilmente ai gol. Eppure ridurre una stagione al semplice conto delle reti segnate sarebbe ingiusto e anacronistico, soprattutto nel caso di Giovanni Simeone. Il Cholito ha dimostrato di essere molto più di un finalizzatore: leadership, spirito di sacrificio, capacità di leggere le situazioni e di interpretare il gioco al servizio della squadra. Qualità che il Torino ha imparato ad apprezzare settimana dopo settimana. In una stagione in cui i punti di riferimento non sono stati molti, l'argentino si è caricato sulle spalle responsabilità pesanti, arrivando con il compito di non far rimpiangere l'assenza prolungata di Duvan Zapata. Missione compiuta. E anche quando il colombiano è tornato a disposizione, Simeone ha saputo reggere il confronto con compagni di alto livello come Zapata e Adams, ritagliandosi un ruolo centrale nel progetto granata.
Undici gol e un gran finale
Poi ci sono i numeri, che restano sempre il linguaggio preferito degli attaccanti. In una Serie A povera di grandi bottini offensivi, gli undici gol messi a segno da Simeone pesano eccome. Dietro ai bomber di vertice, il Cholito si è ritagliato uno spazio importante nella classifica marcatori, diventando a conti fatti l'uomo più decisivo del Torino. E in più ha anche firmato due assist.
Il dato che colpisce maggiormente, però, riguarda il finale di stagione: cinque partite consecutive a segno al Grande Torino, eguagliando il record di Ferrante. Una striscia che ha accompagnato la rinascita della squadra dopo il cambio di guida tecnica, quando "Cholito" e compagni hanno dovuto prima fare i conti con lo specchio e poi con D'Aversa. In più, bisogna sottolineare che nelle cinque gare casalinghe in cui Simeone ha trovato la rete, i granata hanno sempre fatto punti, raccogliendo quattro vittorie e un pareggio. Simeone è stato determinante.
Un punto fermo, ripartiamo da qui
L'attaccante si colloca tra i pochi punti fermi della stagione: non ha soltanto garantito gol pesanti, ma ha saputo conquistare un ruolo centrale all'interno dello spogliatoio grazie alla sua personalità e alla sua disponibilità nei confronti del gruppo. Simeone ha trovato a Torino l'ambiente ideale per rilanciarsi e tornare protagonista, mentre il Toro ha scoperto un attaccante capace di incidere dentro e fuori dal campo. Per questo motivo il suo peso specifico sarà ancora maggiore nella costruzione della squadra del futuro. Con nuovi innesti (probabilmente giovani) destinati a entrare nelle rotazioni, la presenza di un giocatore esperto e abituato a prendersi responsabilità può fare la differenza. Il Torino che verrà avrà bisogno delle sue reti, ma anche del suo esempio quotidiano. Simeone rappresenta il presente ed è una delle basi più solide su cui costruire il domani granata.
Il voto complessivo: 7, uomo squadra
Undici gol in campionato, prestazioni spesso decisive e una presenza costante nei momenti più delicati della stagione. Simeone merita un 7 pieno perché è stato uno dei pochi giocatori in grado di garantire continuità e personalità all'interno di un'annata complicata. Ha saputo farsi trovare pronto quando il Torino ne aveva più bisogno, assumendosi responsabilità e diventando un riferimento sia in campo sia fuori. Non sempre è stato impeccabile, ma il suo contributo complessivo è andato ben oltre i numeri: spirito di sacrificio, attaccamento alla maglia e capacità di trascinare il gruppo ne hanno fatto uno dei volti simbolo della stagione granata. Uomo squadra.© RIPRODUZIONE RISERVATA