Dagli inizi in Francia al rapporto con Juric: Yann Karamoh si racconta ai microfoni di Torino Channel
TEMPO LIBERO
Ma cosa compra Karamoh al supermercato? “Farina, latte, burro… Sai perché? Per fare le crepes. Anche riso, salmone, pesce. Ma mi piacciono molto i dolci. La pannacotta è facile da sola, anche il tiramisù, o il Paris-Brest. Cosa metto dentro alle crepes? Di tutto: cioccolato bianco, fragola… Sono goloso, sì”.
La tua giornata tipo? “Mi sveglio, faccio colazione al Filadelfia o a casa. Poi abbiamo l’allenamento, il pranzo al Filadelfia, e vado subito a dormire perché sono stanco. Poi la PlayStation: Call of Duty, Fifa, NBA”.
Torniamo alle tue esperienze calcistiche. Cosa pensi della Serie A? “Ora ho una visione diversa rispetto a quando sono arrivato. Al tempo pensavo che tutte le porte fossero aperte per me ma non è così. Quando sono arrivato all’Inter volevo sempre giocare. Ma non giocato per tre mesi. Ero scoraggiato e piangevo con mia madre. Ho capito quali sono le difficoltà e per questo sono sempre vicino anche ai giocatori giovani”.
Cosa dici a loro? “Di aspettare, di non mollare, di rimanere concentrato sulle tue cose e sul tuo gioco, senza pensare al fatto di dover giocare a tutti i costi”.
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