Torino, Vagnati e la considerazione per i tifosi: “Siamo noi ad essere in difetto”

Torino, Vagnati e la considerazione per i tifosi: “Siamo noi ad essere in difetto”

Il tema / Il nuovo direttore tecnico granata vuol porsi come punto di riferimento anche verso l’esterno

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Fin dal suo primo giorno al Torino, Davide Vagnati ha detto di voler curare in prima persona (pur collaborando con le risorse del club) molti aspetti della vita di un club. Tra questi c’è anche la comunicazione con l’esterno. Vediamo allora le prime impressioni che ha dato da questo punto di vista l’ex direttore della Spal nelle sue prime settimane di Toro.

LE CONFERENZE – Balza all’occhio il fatto che Vagnati sia stato presentato dal patron Cairo in prima persona, cosa che al predecessore Bava non era successa (le dichiarazioni di quest’ultimo nell’anno da direttore sportivo si contano sulle dita di una mano, cosa oggettivamente strana per chi ha la guida sportiva di un club). A differenza di quanto visto con Bava, la volontà del club e di Vagnati è dunque quella di imporre il direttore genovese come punto di rifermento anche dal punto di vista mediatico, verso l’esterno. Non solo: Vagnati si è “auto-presentato” una seconda volta, rendendosi disponibile a un incontro anche con i giornalisti che non avevano potuto presenziare alla prima (e più “ufficiale”) presentazione a causa delle regole anti-coronavirus.

RAPPORTO COI TIFOSI – Un gesto che significa attenzione e rispetto nei confronti del ruolo dei cronisti (a prescindere dalla grandezza e dal blasone della testata) come intermediari tra la società e i tifosi. Vagnati infatti non era tenuto a “bissare” la presentazione e per definizione i direttori sportivi non amano parlare in pubblico. Per quanto riguarda le cose dette, a volo d’uccello, Vagnati si è dimostrato particolarmente accorto nel dosare le parole evitando frasi fuori posto, il che è fondamentale in un momento delicato come quello attuale del Torino. E poi ha mostrato grande considerazione del ruolo dei tifosi, ritenuti a tutti gli effetti “una componente del club” con la quale portare avanti un rapporto di “dare per ricevere”. Per questo ha chiesto loro di “chiudere un occhio” sulle tante sconfitte rimediate dalla squadra al fine di remare insieme alla squadra per la salvezza, garantendo al contempo attenzione alle istanze della tifoseria per quanto riguarda ad esempio l’apertura delle porte del Filadelfia (quando il coronavirus lo permetterà).

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  1. Il_Principe_della_Zolla - 1 mese fa

    Almeno ci mette la faccia, il che è già qualcosa. Il concetto “tifosi”, quando espresso in tempi non sospetti, era oggetto di ironie e sberleffi da non pochi astanti del presente sito, voltagabbana inclusi: quelli che oggi sfoderano commenti tra l’indignato e il tranchant nei confronti di Cairo e società dopo averne cantato le lodi per anni. Così va il mondo. Comunque, un plauso a Vagnati, persona seria da quanto appare in queste prime battute.

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  2. Bacigalupo1967 - 1 mese fa

    13 punti solo questo conterà dal 20 giugno in poi.

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  3. Immer - 1 mese fa

    Adesso basta far parole sono 15anni di chiacchiere .non ci crede più nessuno in questa società. È finita

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  4. Toroaddosso - 1 mese fa

    Non ci credo più in questo soggetto di presiniente!!! Credo che 15 anni siano più che sufficienti x cercare di dimostrare di fare una società e squadra come si deve!!! Credo che ormai sia tardi!!! Che se ne vada!!!!

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  5. maxxx - 1 mese fa

    Queste sono le parole che mi piace sentire, i tifosi sono sempre in credito. I tifosi sono quelli che pagano ed hanno il diritto di pretendere, i giocatori sono quelli che vengono pagati ed hanno il dovere di dare.

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  6. christian85 - 1 mese fa

    La sensazione è che Cairo si sia accorto della troppa esagerazione in senso negativo che si era creato nell’ambiente, soprattutto a casa sua..
    Per ovviare e mediare ha iniziato mettendo Longo e Asta ( non avrebbe potuto fare altrimenti ) e adesso con l’ingaggio del nuovo ds che teoricamente dovrebbe parlare per lui.

    Sensazione che, a mio modo di vedere, sembrerebbe quasi un modo per lavarsi le mani, forte del fatto che forse per la prima volta Cairo si è reso conto che dopo 15 anni non trova le parole giuste…

    Della serie.. meglio tardi che mai, sperando che forse sia la volta buona per tutte che Cairo abbia capito come devono andare le cose.

    Per giunta.. avrebbe potuto fare ancora meno fatica, costruendo un Toro divertente.. ma in questi 15 anni gli unici anni che meritano di essere ricordati sono quello di Bilbao e lo scorso anno.. con poco la gente era entusiasta.

    E’ da li che Cairo deve costruire.

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