Gianluca Petrachi torna a parlare. Dopo le dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa, in cui ha espresso considerazioni sull'ambiente granata, soffermandosi anche su temi di calciomercato, il direttore sportivo granata era presente - come Duvan Zapata - all'evento "Inside the Sport" presso il Centro Tecnico FIGC di Coverciano. Petrachi, che ha ricevuto il "Premio alla carriera" per la sezione Direttore Sportivo - ha fatto un salto a dicembre scorso, quando il Torino ha puntato nuovamente su di lui in sostituzione di Davide Vagnati. Di certo, non si è trovato una situazione semplice da gestire: "Arrivare in corsa come me quest'anno è ancora più problematico - ha detto -. Sono contento di rappresentare un club come il Torino, che ha fatto la storia. Festeggeremo i 50 anni dall'ultimo Scudetto e ne sono onorato: coniugare il tutto è molto difficile, ma la passione di cui tutti parlano si mette davanti a tutto. Guardiamo i bilanci per essere virtuosi e fare le cose per bene, tenendo i conti giusti e provando a scovare giovani talenti. Ci sono tante dinamiche per cui devi essere nel mondo del calciomercato per poter capire".
Petrachi: "D'Aversa? Una scelta azzeccatissima"
Da qui al termine della stagione, il principale tema che riguarderà il futuro del Torino sarà su quale tecnico puntare per la prossima stagione. Roberto D'Aversa, subentrato a Marco Baroni lo scorso 23 febbraio, ha firmato fino a giugno. Il tecnico pescarese ha condotto in fretta i granata all'obiettivo minimo della salvezza, ma non è detto che ciò basti per un prolungamento del rapporto. "Va ringraziato per quello che sta facendo e per quello che ha fatto - ha detto Petrachi -. È stata una scelta azzeccatissima in un momento particolare: se si è arrivati alla salvezza in questo momento lo si deve all'allenatore, che è riuscito a entrare dentro la testa dei giocatori. Per il futuro lo stiamo valutando, stiamo vedendo come andare avanti e che tipo di stagione vogliamo fare, dipende anche dal sistema che c'è dietro. A prescindere, però, quello che è stato fatto è tanta roba".
Sul calcio italiano: "Ripartire dal settore giovanile"
Petrachi si è poi soffermato su un tema che, dalla terza esclusione consecutiva dell'Italia dai Mondiali, non può che essere centrale: riformare il calcio italiano. Questa è la ricetta del direttore leccese: "Parlerei del settore giovanile, perché è da lì che parte tutto. Comincerei col pagare bene gli allenatori, perché fatico a credere che con 7-800 euro si possa insegnare calcio ai giovani. Prima gratifichiamoli sul piano economico, per farlo vivere insegnando alle nuove leve: il dopolavoro, nel calcio, non dovrebbe esistere. Ci vogliono gli strumenti giusti per insegnare, ma perché le conosci e non perché le hai solamente studiate. E poi la stortura delle retrocessioni in Primavera, una delle storture più grandi: i giocatori devono poter sbagliare, senza sentire il peso. Se non facciamo sbagliare un giovane, arriverà terrorizzato in prima squadra. Ripartiamo da una tavola rotonda, parlando di calcio con la gente. Da lì parte tutto".