Giallorossi più cattivi, granata troppo poco. Che cosa insegnano le statistiche di Torino-Roma 0-2
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Terza sconfitta su quattro partite di campionato. Dopo Milan e Sassuolo - e Monza in Coppa Italia - il Torino si raggomitola al quattordicesimo posto con i tre punti di Firenze. Questa volta, l'avversario è stata la Roma di Gasperini e, al netto del risultato bugiardo di 2-0, i tifosi hanno poco di cui compiacersi e la squadra ha parecchio su cui lavorare. Innanzitutto l'attenzione.
Torino-Roma 0-2, le statistiche: la Roma morde, il Torino perde i duelli
Sottolineiamo subito la portata dell’avversario. La Roma quest’anno è partita forte, trascinata dalla coppia Malen-Dybala, che finora ha punito non solo il Torino: stiamo parlando della squadra con il miglior attacco e la miglior difesa del campionato, prima in classifica e senza alcuna intenzione di abbassare la testa. Detto questo, guardando i dati si nota subito lo strapotere della Roma, nonostante alcuni numeri possano lasciare intendere un equilibrio che, in realtà, è stato soltanto apparente. Basti vedere il possesso palla, a favore del Torino per il 53%. Il punto però è nell’approccio alla gara e nella qualità degli interpreti. La Roma ha concesso poco a un Torino che ha comunque avuto occasioni limpide da gol, ma mai sfruttate. I giallorossi sono stati molto più cattivi dal punto di vista agonistico, mordendo le caviglie a ogni palla persa e imponendo la propria intensità. L’emblema del match sono stati i 26 minuti giocati da Marten De Roon: entrato al posto di Dybala, ha preso il controllo del centrocampo - giallorosso, ma anche granata - recuperando palloni e dettando i ritmi del gioco. I dati raccontano di 21 contrasti vinti dalla Roma contro i 14 del Torino, quasi un terzo in più, e di 20 falli commessi dai giallorossi contro i soli 7 del Torino. Sono numeri che raccontano bene la differenza di atteggiamento tra le due formazioni: la Roma ha giocato una partita più fisica, più aggressiva e più sporca, riuscendo a trasformare la propria intensità in un controllo costante del match. Il Toro, invece, non è riuscito a reggere lo stesso livello di cattiveria e presenza nei duelli. Ed è probabilmente qui che si è scavato il solco tra le due squadre.
Torino-Roma 0-2, le statistiche: la Roma spinge e arriva più spesso in area
Poi c’è un altro dato: quello dei calci d’angolo, 8-1 per gli ospiti. Un numero che, al di là del possesso palla, racconta bene quanto i giallorossi abbiano messo in difficoltà i granata, riuscendo a spostare il baricentro delle azioni nella metà campo avversaria. Soprattutto sulle corsie laterali, la Roma ha trovato soluzioni rapide per attaccare gli spazi e saltare l’uomo, riuscendo a vincere l’85% dei dribbling tentati, 11 su 13. Il Torino si è fermato invece a 6 su 13. La differenza si vede anche nei palloni toccati nell’area avversaria: 24 per i giallorossi, appena 13 per i granata. Più presenza negli ultimi metri, più iniziative offensive e più palloni giocati dentro l’area: è così che la Roma ha finito per accumulare anche i corner, spesso nati da rimpalli, respinte e palloni sporchi dentro l’area. Un’altra fotografia di una partita in cui i giallorossi sono riusciti a tenere il Torino più lontano dalla propria area e a giocare molto più spesso nella zona dove si decidono le partite.Torino-Roma 0-2, le statistiche: più tiri e più conclusioni dall’area per la Roma
Le grandi occasioni, così come le parate dei portieri, raccontano invece di un sostanziale equilibrio: tre a tre. I numeri sulle conclusioni, però, restituiscono una partita diversa. Il Torino ha calciato 8 volte, la Roma 14, mentre nello specchio il divario si è ridotto a 3 contro 5, a favore degli ospiti. La differenza più significativa, ancora una volta, sta però nella zona da cui sono arrivati i tiri. Il Torino ha concluso 4 volte da fuori area e altre 4 dall’interno dei sedici metri; la Roma ha cercato la porta appena 2 volte dalla distanza e ben 12 volte dentro l’area. Non è quindi soltanto una questione di occasioni create: il dato delle grandi opportunità è infatti identico. A fare la differenza è la continuità con cui le due squadre sono riuscite ad arrivare in zona pericolosa. La Roma ha portato con molta più frequenza il pallone dentro l’area granata, il Torino ha fatto molta più fatica a fare lo stesso dall’altra parte. Ed è proprio questo a rendere solo apparente l’equilibrio suggerito dal numero delle grandi occasioni create.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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