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'Rolando Bianchi: il peccato mortale è non schierarsi'
Lettere alla Redazione/ 'Bianchi è la bandiera di questo Toro, ma in questo modulo vederlo è una sofferenza...'
Carissimi,
ho letto (non certo senza amarezza) l'articolo riferito a Rolando Bianchi per il quale "la piazza" granata manifesterebbe un palpabile distacco dal proprio Capitano.
Non condivido la sensazione esternata in quell'articolo anche se il sottoscritto non è portatore di dogmi vivendo, tra l'altro, a centinaia di chilometri di distanza.
La circostanza che più rammarica è che la piazza alla quale si fa riferimento non è neanche con la Società: delle due, una.
Nei momenti difficili (questo, purtroppo, potrebbe essere uno di quelli) una tifoseria concreta e matura, quale da sempre è stata quella granata, ha l'obbligo (non parlo di dovere perchè consentirebbe comunque un certo margine di "arbitrio") di prendere posizioni precise, senza indecisioni.
Il tempo ci darà ragione o torto nel calcio come nella vita.
Il peccato (mortale) sarebbe proprio quello di non schierarsi.
Il mio parere (per quanto possa contare .....) è che giocatori come Rolando non se ne trovano spesso (per impegno, mai fuori dalle righe, capace addirittura di accettare la panchina in serie B) ma vederlo giocare come nel derby è una sofferenza indicibile.
Le responsabilità sono da individuare, forse, nel tecnico (ricordo spesso a me stesso come il mister, al secondo anno con la stessa squadra ha sempre..... Dio non voglia!) che si ostina a giocare con un modulo che mal si attaglia alle caratteristiche del Capitano.
E, dopo (scusatemi ma non posso tacerlo) il gioco di questo Torino è talmente noioso che semmai non hai riposato al pomeriggio in serata riesci a vedere al massimo i primi venti minuti.
Concludo con la speranza che Rolando rimanga al Toro essendone l'anima e, seppur bistrattata, la bandiera e che qualcun altro faccia le valigie.
Un cordiale saluto
Giò
Caro Giò,
come saprai, benché recentemente questa Redazione sia stata costretta a guardare in modo meno disincantato alla realtà attuale, noi siamo stati da sempre, già quando mesi orsono i soliti tormentoni di calciomercato l'avevano coinvolto (almeno a parole...), dei grandi sostenitori del Capitano Rolando Bianchi, più volte definito come un eccellente patrimonio tecnico, oltre che un 'quasi inestimabile' patrimonio umano.
Tutti abbiamo avuto buone parole per Rolando, non da ultimo Luca Sgarbi che, attirandosi non poche critiche, vagliando i 'bomber' delle compagini attualmente paragonabili, per valori tecnici, al Torino di Ventura, ha concluso lucidamente che, tutto sommato, il valore del Capitano può definirsi assolutamente in linea con le prestazioni offerte dall'intera nostra formazione.
Purtroppo, però, come dici tu, in questo modulo venturiano così incentrato su 'ali atipiche che non crossano' (ti sembra calzante come definizione?) la posizione di Rolando Bianchi risulta spesso, come tu stesso sostiene, di "una sofferenza indicibile". Ebbene, inutile dirti che condividiano appieno quanto ci hai scritto, non potendo, però, in alcun modo sottrarci da quello che è il nostro ruolo: riportare la realtà 'del' Torino, ma anche quella 'intorno' alla stessa squadra.
Basterà trascorrere qualche minuto all'Olimpico, leggere i commenti ai nostri articoli, o quelli ai nostri post sulla Pagina Facebook di TN per accorgersi di questo dato, forse ingeneroso: in molti riscontrano nell'attuale sterilità sottoporta di Rolando Bianchi (che, peraltro, anche domenica, in una partita sfortunatissima, ha comunque avuto modo di segnare un bel goal dei suoi...) una delle cause principali dei risultati poco soddisfacenti dei granata.
Scopriamo un po' l'acqua calda se ti diciamo che la 'piazza' spesso è irrazionale, nonché un po' ingrata... soprattutto quella del Torino. Ti diciamo un'altra banalità se scriviamo che spesso proprio le 'bandiere', come tu, a nostro parere giustamente, definisci il Capitano, sono le prime cui il popolo granata, magari pentendosene in seguito, volta le spalle. Ti divertiresti a leggere in quanti, una settimana fa in occasione del match di Coppa Italia contro il Siena, ci hanno scritto rammaricandosi dell'immane errore della cessione di Rosina allo Zenit, quattro anni orsono. Molti erano quegli stessi che, nell'estate della retrocessione, gli davano del bollito, o del disinteressato, o chi più ne ha più ne metta.
Su una cosa Mister Ventura non potrà mai essere smentito: a Torino si è sempre sull'ottovolante, gli alti sono altissimi, i bassi sono profondissimi e fanno paura. Sulle sue formazioni molti cominciano a mormorare (giustamente ricordandosi, come tu stesso ci proponi, il dato storico delle sfortunate 'seconde stagioni' in panchina del Tecnico genovese), ma sulla sua analisi lucida e perfetta della nostra tifoserie, nella quale ci includiamo a pieno titolo, come possiamo dargli torto?
Un saluto e a presto.
Diego Fornero (Twitter: @diegofornero)
(Foto Dreosti)
© Riproduzione riservata.
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