La Nazionale maggiore composta dai giocatori dell'Under 21 non sfigura e vince lasciando spunti positivi
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Non sarà certo la vittoria in un'amichevole a cancellare la delusione per la terza clamorosa esclusione consecutiva dell'Italia dai Mondiali. Il successo per 1-0 sul Lussemburgo, però, può rappresentare un primo segnale da cui ripartire. Una serata che, al di là del risultato, ha restituito qualche motivo di fiducia a un movimento calcistico che negli ultimi anni ha toccato uno dei punti più bassi della propria storia. A rendere particolarmente significativo questo test è stata soprattutto la scelta di affidarsi ai giovani. Il commissario tecnico ad interim Baldini ha infatti schierato una Nazionale composta quasi interamente da esordienti o da ragazzi provenienti dall'Under 21. Gli unici elementi con una certa esperienza internazionale erano il capitano Gigio Donnarumma e Pio Esposito, chiamati a guidare un gruppo ricco di entusiasmo ma ancora tutto da scoprire. Ed è stato proprio Esposito a decidere l'incontro, firmando il gol che ha regalato agli Azzurri una vittoria meritata. Per l'attaccante nerazzurro si tratta della quarta rete in nove presenze con la Nazionale maggiore, numeri che confermano il suo ruolo centrale nel progetto futuro dell'Italia. Una risposta importante anche dal punto di vista caratteriale, dopo il rigore fallito contro la Bosnia nella sfida che aveva compromesso definitivamente il cammino verso il Mondiale.
Tanti spunti positivi: il primo mattone per costruire un futuro migliore
Le indicazioni positive, tuttavia, non si fermano al risultato. Baldini ha puntato sul gruppo che conosce meglio, portando con sé alcuni dei protagonisti dell'Under 21 come Bartesaghi, Ndour e Koleosho. Ma la vera novità è stata l'ingresso in scena di nuovi talenti che da tempo aspettavano una chance. Per la prima volta hanno indossato la maglia azzurra anche Inacio e Mane, il promettente duo del Borussia Dortmund. In attesa di conoscere il nuovo presidente della FIGC e il nome del prossimo commissario tecnico, l'Italia può almeno aggrapparsi a una certezza: il futuro passa dai suoi giovani. La strada per tornare competitivi è ancora lunga, ma il primo mattone per la ricostruzione è stato posato. E, per una sera, gli Azzurri hanno ritrovato qualcosa che sembrava smarrito: la speranza.
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