L'Empoli è in vendita: un'altra grande e storica proprietà italiana è pronta a passare il testimone agli americani

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Trentacinque anni di passione, sogni e vero desiderio calcistico. Ancora una volta siamo pronti ad assistere a un passaggio del testimone: un'altra grande e storica proprietà italiana è pronta a cedere il proprio club agli americani. In questo caso, si tratta della famiglia Corsi: Fabrizio, e dopo di lui Rebecca, sono pronti alla cessione dell'Empoli, che ha attirato su di sé diverse attenzioni e, al termine degli attuali dialoghi, potrà vedere effettivamente una nuova proprietà.

Da luglio in poi, la ricostruzione

"Empoli Football Club comunica di aver sottoscritto un accordo di esclusiva con un fondo di investimento americano in relazione a una rilevante operazione di investimento nel capitale della società", era la nota ufficiale del club datata 11 luglio. A quel tempo - sono passati tre mesi - si parlava di un'accordo di esclusiva con il fondo americano Bpgc, con sede a New York. Oggi la situazione è un po' diversa, ma non cambia l'intenzione: la famiglia Corsi, seppure con la possibilità di mantenere un ruolo nell'amministrazione, rimane sulla propria decisione di cedere l'Empoli a chi se ne saprà occupare in maniera differente. In un calcio che, oramai, non vuole più troppo bene agli storici imprenditori italiani.
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Empoli, sei pronto per una nuova proprietà

7 ottobre era la data prevista per la scadenza dell'accordo di esclusiva di cui sopra. Privilegio che il fondo Bgpc non ha esercitato, pur mantenendo aperto un canale di dialogo con la famiglia Corsi. Le motivazioni, secondo quanto riporta il quotidiano Il Tirreno, sono da far risalire verosimilmente al "valore economico dell'operazione e delle giovanili". In effetti, se l'Empoli Fc gode di particolare attenzione è per diversi aspetti: a partire dal blasone del club e arrivando fino ad asset sportivi (settore giovanile di livello e squadra in Serie B) e immobiliari (centro sportivo di Monteboro, campi di Petroio e il progetto per il nuovo Castellani). Motivazioni che hanno spinto, dunque, il fondo americano, che pure non ha esercitato l'accordo di esclusiva, a mantenere aperti i dialoghi. Cosa che, intanto, hanno fatto anche MC Square, società di private equity del Connecticut, oltre a un gruppo di Boston e anche una cordata di imprenditori italiani. Insomma, diversi scenari ipotizzabili per un club che, nonostante non abbia visto sfruttare l'accordo di esclusiva sottoscritto, mantiene ampie possibilità di vedere un cambio di testimone nella propria proprietà.

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