La valutazione del mercato delle squadre di Serie A: dall'Atalanta alla Fiorentina

Copertina video coincidenza Abate-Grosso

Abate condanna Grosso, ma il rischio era reciproco? (VIDEO)

Fiorentina: 7

E' probabilmente la squadra più difficile da giudicare in questo momento. Il voto è inevitabilmente condizionato dall'esonero di Fabio Grosso dopo appena tre giornate e tre sconfitte consecutive, con una Fiorentina ultima in classifica, un solo gol segnato e nove subiti. Ma proprio per questo bisogna provare a separare il giudizio sul mercato da quello, pessimo, dell'avvio di stagione. Perché sulla carta la Fiorentina è molto più forte e profonda rispetto a quella della scorsa stagione. Fabio Paratici ha cambiato tantissimo, con quasi una quindicina di nuovi acquisti e una spesa complessiva che si aggira sui 150 milioni di euro, rendendo quella viola una delle campagne acquisti più importanti dell'estate.
I nomi sono tanti e, soprattutto, di livello: Atta, Oulai, Dragusin, Pellegrino, Gnonto, l'incredibile colpo Mastantuono, Njie e Beto, ai quali si sono aggiunti Pedro Goncalves e gli altri rinforzi arrivati a completare la rosa. Un vero e proprio carrello della spesa, nel quale Paratici ha cercato di intervenire praticamente in ogni reparto. Il problema è che alcuni degli ingredienti più importanti sono arrivati molto tardi. È il caso soprattutto degli esterni: Gnonto, Goncalves, Njie e Beto sono arrivati nelle ultime fasi del mercato, quando il lavoro tattico di Grosso era già iniziato. E proprio la necessità di assemblare così tanti giocatori nuovi in poco tempo può aver contribuito alle difficoltà viste nelle prime giornate. Qualche dubbio rimane anche in difesa, dove la quantità di nuovi arrivi non sembra aver eliminato del tutto le incognite. La Fiorentina ha aggiunto Dragusin, Viery, Jimenez e Joao Mario, ma dovrà dimostrare sul campo di aver trovato un reparto sufficientemente solido. Ed è proprio qui che si nasconde il senso del 7. La Fiorentina ha fatto un mercato ambizioso, costoso e ricco di talento, ma non è detto che tutti gli ingredienti riescano ad amalgamarsi. Ci sono tanti giocatori forti, ma anche tante novità, nuove gerarchie e ora persino un nuovo allenatore, con il ritorno di Paolo Vanoli dopo l'esonero di Grosso. Il potenziale, insomma, è decisamente superiore a quello mostrato nelle prime tre giornate. Resta da capire se la Fiorentina riuscirà a trasformare questo enorme carrello della spesa in una squadra vera. Se ci riuscirà, il 7 potrebbe diventare presto un voto troppo basso. Se invece le tante individualità non troveranno un equilibrio, il mercato rischia di essere ricordato più per la quantità che per la qualità.

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