Con le cessioni di Paleari e Anjorin e l'arrivo di Rodriguez è davvero tempo di bilanci e di valutazioni finali
Il vuoto lasciato da Njie: chi può saltare l'uomo? (VIDEO)
Le cessioni
Anche sul fronte cessioni è stata scelta una linea precisa. Alcune cessioni dovevano essere messe in preventivo e sono state effettuate (Njie è il caso emblematico). Per la storia recente del Torino non era così scontato ritrovarsi a inizio settembre con Cacciamani ancora in rosa: si tratta di un aspetto da rimarcare e non bisogna tralasciarlo nell'analisi complessiva del mercato granata. Di fronte all'insistenza della Fiorentina si è deciso di "sacrificare" Njie per dare ossigeno alle casse societarie. L'operazione Njie si è chiusa negli ultimi giorni di mercato e ha fatto perdere ad Abate l'unico giocatore in grado di saltare l'uomo con costanza; si è persa un'alternativa molto valida sulla trequarti e la sua uscita ci riporta ai dubbi sul possibile cambio di modulo che abbiamo esposto pocanzi. Il capolavoro sul fronte cessioni è stato compiuto con la Grecia: aver venduto Pedersen all'Olympiakos per 8 milioni ha permesso ai granata di assicurarsi una plusvalenza inspiegabile considerando il percorso dello stesso norvegese in granata. Con il Lecce si è aperto un fronte per "parcheggiare" due giocatori usciti molto presto dai radar: Dembelé e soprattutto Ilic. La stessa bravura, e fortuna, nel piazzare Ilic non c'è stata per altre operazioni che era lecito attendersi. Sono infatti rimasti sul "groppone" giocatori come Biraghi e Aboukhlal, i quali appaiono fuori dal progetto tecnico. Tra l'altro, l'ex capitano viola pesa e non poco sul bilancio granata avendo un ingaggio piuttosto oneroso. Non si è riusciti a piazzare nemmeno Pellegri, uno destinato a non vedere mai il campo fino a gennaio. Discorso a parte meritano Gineitis e Adams. Il primo poteva essere l'altro "sacrificabile", quello che poteva garantire al Torino una plusvalenza significativa. Il lituano è stato al centro di mille e più voci di mercato, ma alla fine è rimasto lasciando forse l'amaro in bocca perché con gli arrivi finali in mediana rischia di giocare molto meno e di conseguenza perdere valore. Anche lo scozzese poteva andarsene e il suo futuro è rimasto in bilico fino all'ultimo. Si è deciso di proseguire con lui, nonostante la scadenza fissata per il 30 giugno 2027, desistendo all'opzione Sebastiano Esposito. Il rischio di perdere Adams poteva essere elevato, soprattutto considerando le condizioni precarie di Zapata. Un'altra puntualizzazione la meritano Paleari e Anjorin, usciti dopo il termine del calciomercato italiano. Per il primo dispiace e non poco: da titolare inatteso è scivolato a terzo e giustamente ha preferito intraprendere un'altra esperienza; dispiace perché il gruppo allenato da Abate ha perso un grande uomo spogliatoio e di questi tempi a Torino era davvero funzionale avere una figura carismatica come quella di Paleari. Per il secondo, invece, si è conclusa un'avventura senza sussulti: era un altro esubero del recente passato da collocare altrove e con un po' di fatica è stato collocato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA