Con le cessioni di Paleari e Anjorin e l'arrivo di Rodriguez è davvero tempo di bilanci e di valutazioni finali

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Gli acquisti

Si è partiti da Oristanio e Mascardi, si è proseguiti la settimana dopo la fine del ritiro a Pinzolo con Cömert, Comuzzo e Fitz-Jim, poi si è aspettata la volata finale per Fortini, Perri, Belghali, Patterson, Mandragora e Bragança e infine si è attinto dagli svincolati per puntellare la difesa con Rodriguez. Per quelle che sono oggi le risorse del Torino e le richieste di riequilibrio del bilancio granata era difficile pensare a una campagna acquisti più incisiva di quella portata avanti da Petrachi dal 1° luglio in avanti. I vari acquisti effettuati sembrano essere andati nella direzione della sensatezza e della coerenza. Si è vista la mano di un direttore esperto e fine conoscitore, capace di viaggiare nei meandri delle trattative. Le risorse erano le medesime degli scorsi anni, ma la differenza, a nostro giudizio, è stata abissale. Il Torino è riuscito ad assicurarsi Fitz-Jim a prezzi molto contenuti (arriva dall'Ajax, può essere una plusvalenza del futuro, oltre che un prospetto dell'attuale Serie A) e poi ha chiuso per Mandragora per 5 milioni. Capitolo Fortini: intorno alla sua operazione appare esserci progettualità a lungo termine (a 9,5 milioni si può pensare al riscatto). Diverso l'approccio per Comuzzo: a meno di interessamenti di terzi è difficile pensare di poterlo riscattare a 19 milioni. Sia Fortini sia Comuzzo, inoltre, sono due profili giovani del nostro calcio e quindi anche a livello di immagine possono riservare qualcosa di significativo. Il diritto di riscatto che non verrà mai esercitato sarà quello per Perri (16 milioni), però è stato spiegato che il Torino voleva un portiere esperto, di caratura internazionale, e alla fine è arrivato. L'idea è quella di permettere a Mascardi di crescere all'ombra di Perri per poi giocarsi le sue chance da titolare nella prossima stagione. Bragança e Belghali hanno un obbligo di riscatto al verificarsi di alcune condizioni (riscatti fissati rispettivamente a 4 e 5 milioni), mentre Patterson è stato una scommessa low-cost, probabilmente figlia della necessità di rimpinguare la rosa nelle battute finali del mercato. A nostro avviso sul fronte acquisti è stata tracciata una linea da Petrachi, quella che spesso era mancata nel recente passato granata. In questo panorama si staglia all'orizzonte un dubbio che non può non essere preso in considerazione. La linea che ha seguito Petrachi sembra aver soddisfatto maggiormente le direttive finanziare della società rispetto alle direttive tecniche dell'allenatore. Infatti, il dubbio che si debba optare per un modulo differente rispetto al 3-4-2-1 c'è ed è stato confermato dalla trasferta di Firenze. Si potrebbe confluire con continuità sul 3-5-2 per carenza di alternative valide sulla trequarti. Sarebbe la terza volta negli ultimi tre campionati per un allenatore del Torino essere costretto a modificare la propria volontà a causa di quanto raccolto dal mercato.

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