I giovani italiani in Serie A continuano a faticare, quali sono i giocatori nati dal 2007 in poi ad aver esordito?
La piramide della stagione del Torino secondo i tifosi (VIDEO)
Lamine Yamal e Pau Cubarsí non sono più gli astri nascenti del calcio mondiale. Due giocatori che, insieme, sfiorano le 200 presenze con la prima squadra del Barcellona e hanno già messo in bacheca Liga, Europeo (solo per l'attaccante) e persino il Mondiale non possono più essere definiti semplici promesse. Sono campioni già affermati, figli della cantera di un club che continua a sfornare talenti con una naturalezza impressionante. La Spagna è soltanto l'esempio più evidente. Al Mondiale si sono messi in mostra anche altri giovanissimi come il marocchino Ayyoub Bouaddi, classe 2007, e il messicano Gilberto Mora, nato addirittura nel 2008. Ragazzi che, nonostante la carta d'identità, sono già protagonisti ad altissimo livello. E in Italia? Dove sono i calciatori nati dal 2007 in poi?
Per i 2007 esordi con il contagocce
In Italia il tema è sempre lo stesso: si continua a parlare della necessità di valorizzare i giovani, ma quando arriva il momento di lanciarli tutto si ferma. Il dubbio resta irrisolto: i talenti ci sono e non vengono valorizzati oppure, semplicemente, il livello è inferiore rispetto a quello delle altre grandi scuole europee? Qualunque sia la risposta, i numeri sono impietosi. Gli italiani nati dal 2007 in poi ad aver esordito in Serie A sono appena due: Brando Bettazzi e Massimo Pessina. Bettazzi ha debuttato con il Pisa disputando appena 13 minuti contro la Lazio nell'ultima giornata dello scorso campionato, una presenza che ha avuto più il sapore di un premio di fine stagione che di un reale investimento tecnico. Pessina, invece, ha collezionato quattro presenze con il Bologna dopo aver esordito contro il Napoli, approfittando dell'emergenza tra i pali causata dagli infortuni contemporanei di Skorupski e Ravaglia. Due debutti isolati, che non raccontano un vero cambio di rotta. E il dato resta sorprendente: sono ancora oggi gli unici due classe 2007 italiani ad aver assaggiato la Serie A.I 2008 fanno meglio, per il 2009 Arena un esordio storico
Va leggermente meglio con i classe 2008, anche se il confronto con il resto d'Europa continua a essere impietoso. Francesco Camarda è il simbolo della nuova generazione: tra Milan e Lecce ha già collezionato 31 presenze tra i professionisti dopo aver esordito in rossonero a soli 15 anni. Honest Ahanor, invece, è già arrivato a quota 28 apparizioni complessive tra Genoa e Atalanta, confermando di essere uno dei prospetti più interessanti del panorama italiano. Più indietro, ma comunque già entrato nella storia, c'è Mattia Arena, unico classe 2009 ad aver debuttato in Serie A grazie all'esordio con la Roma nella scorsa stagione. La speranza è che il prossimo campionato possa finalmente invertire la tendenza. In tal senso il Toro potrebbe giocare la sua parte. Sembrano destinati a esordire quasi certamente il classe 2008 Luongo e il 2007 Cacciamani. Sarebbe un segnale importante da parte del club granata in un campionato povero di ragazzi da lanciare, ma ancora insufficiente per colmare il divario con le altre grandi nazioni. Fa ancora più effetto pensando che i classe 2007 della Spagna hanno appena conquistato il Mondiale, mentre in Italia i loro coetanei continuano a essere trattati come veri e propri fantasmi.© RIPRODUZIONE RISERVATA