Il confronto tra il Toro e le altre squadre di Serie A: come si presentano ai rispettivi ritiri

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Il giallo del divieto ai tifosi del Torino a Pinzolo (VIDEO)

Quanto ancora dovranno attendere i granata per avere una rosa completa? E quanto, invece, dovranno farlo le altre squadre di Serie A? Oggi è il quarto giorno di ritiro del Torino a Pinzolo, iniziato lunedì. Come ormai accade da diverse estati, i granata si sono presentati al via della preparazione con una rosa ancora, a dir poco, incompleta, tra numerose assenze e un mercato che fatica a decollare. Una situazione che ha inevitabilmente alimentato il malcontento dei tifosi, sempre più critici nei confronti della società e, in particolare, della gestione di Urbano Cairo. Ma il Torino è davvero un'eccezione? Anche le altre diciannove squadre di Serie A hanno ormai iniziato i rispettivi ritiri: il confronto permette di capire se i granata siano davvero più indietro della concorrenza o se, invece, si tratti di una condizione comune.

Le big sono già ripartite con diversi volti nuovi

Il mercato è ancora lungo e nessuna squadra può dirsi completa, ma alcune delle protagoniste del prossimo campionato hanno già iniziato a dare un volto preciso alle rispettive rose. L'Inter, fresca di scudetto, si è presentata al raduno con tanti addii per giocatori a fine contratto, su tutti Sommer e Acerbi, oltre alla cessione di Dumfries al Real Madrid. La rosa resta comunque di assoluto valore e, tolto Lautaro Martinez, impegnato ieri nella semifinale del Mondiale con l'Argentina, decisa dalla sua rete, mancano un paio di innesti sugli esterni, qualche difensore centrale e forse un altro attaccante, ma almeno 10 titolari su 11 sono presenti. Il Milan ha già accolto Mario Gila per rinforzare la difesa, anche se per Ruben Amorim il lavoro sul mercato è tutt'altro che concluso. Il Napoli di Massimiliano Allegri deve ancora decollare sul fronte acquisti, ma può già contare su un'ossatura consolidata. Anche Roma e Juventus hanno iniziato la preparazione con diversi fronti aperti: i giallorossi cercano ancora rinforzi in più reparti, mentre i bianconeri sono alla ricerca soprattutto di un centravanti e di un portiere. L'Atalanta continua a ritoccare una rosa già altamente competitiva e il Como, tra le società più attive degli ultimi mesi, ha aggiunto Cuenca, Kaiki e Milla, oltre a riportare a casa Nico Paz. Insomma, nessuna delle big ha ancora completato il mercato, ma quasi tutte sono ripartite da una base già ben definita, intervenendo per migliorare una rosa competitiva più che per colmare lacune strutturali.

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Non solo le big: anche la fascia media ha già una base solida

Scendendo di qualche posizione in classifica, il quadro cambia poco. La Fiorentina è probabilmente la società che si è mossa meglio in questa prima fase di mercato: i viola hanno già piazzato colpi di spessore come Atta, Dragusin e Viery, consegnando a Fabio Grosso una rosa che sta prendendo forma con largo anticipo. Anche il Bologna ha scelto la continuità, intervenendo con alcuni innesti mirati per rafforzare un organico che partiva già da basi solide. Genoa e Udinese, invece, hanno seguito strade diverse ma ugualmente produttive: i rossoblù hanno blindato due pedine importanti come Colombo e Baldanzi attraverso i riscatti, mentre i friulani hanno puntato su profili interessanti come Unai Gomez dall'Athletic Bilbao e Chakvetadze dal Watford. Il Sassuolo si è limitato finora a esercitare due riscatti e dovrà sostituire Muharemovic, destinato a lasciare il club, mentre il Cagliari è già intervenuto con decisione chiudendo quattro operazioni - Winks, Romano, Akarakiri e Fazzini - che hanno alzato il livello della rosa. Anche il Parma non ha ancora modificato l'ossatura della formazione titolare, ma si è già mosso con tre acquisti e due riscatti pesanti come Nicolussi Caviglia e Cremaschi. Insomma, chi più chi meno, le squadre che sulla carta lotteranno nella stessa fascia del Torino hanno già iniziato a dare una fisionomia ben precisa alle proprie rose. Pur con diversi tasselli ancora da aggiungere, quasi tutte sono ripartite da un gruppo già definito, limitandosi a rinforzarlo senza dover intervenire in maniera profonda sui ruoli chiave.

Le neopromosse cambiano volto: mercato già nel vivo

Anche le tre neopromosse stanno vivendo un'estate di profonda trasformazione. Frosinone, Monza e Venezia sono inevitabilmente tra le società più attive sul mercato, chiamate a rinforzare organici che dovranno confrontarsi con il salto in Serie A. Il Monza è quello che ha cambiato meno la propria pelle, ma ha comunque una rosa già di un livello sufficiente rispetto alle altre due. Proprio Venezia e Frosinone si sono mossi con decisione, intervenendo in più reparti per alzare il livello della rosa e sono tra le squadre con più acquisti dell'intera Serie A. È normale che il lavoro sia ancora lontano dall'essere concluso, ma tutte e tre hanno già impostato una linea chiara, costruendo fin da subito gran parte dell'organico che affronterà il prossimo campionato.

Il Toro resta tra le squadre più indietro

Il confronto con il resto della Serie A racconta una realtà piuttosto chiara. È vero che il mercato è ancora aperto e che nessuna delle venti squadre ha una rosa definitiva, ma quasi tutte hanno già consegnato ai rispettivi allenatori gran parte dell'organico con cui lavoreranno nella prossima stagione e possono iniziare i propri ritiri con una rosa di valore. C'è chi ha semplicemente ritoccato una squadra già competitiva e chi, come le neopromosse, ha dovuto cambiarne profondamente il volto, ma in entrambi i casi la programmazione è già entrata nel vivo. Il Torino, invece, continua a essere un cantiere aperto. L'arrivo di Gaetano Oristanio rappresenta un primo passo, ma Ignazio Abate è partito per Pinzolo senza il portiere titolare e senza quei due difensori centrali che Gianluca Petrachi aveva indicato fin dal giorno della sua presentazione come priorità assolute. A questi si aggiungono una rosa ancora numericamente corta, una decina di Primavera aggregati e diversi giocatori destinati a lasciare il club. Più che il numero degli acquisti, è il peso di quelli che ancora mancano a far apparire il Toro più indietro rispetto alla concorrenza. Perché, mentre molte squadre stanno rifinendo i dettagli, i granata devono ancora costruire alcune delle fondamenta della squadra che Abate porterà in campo alla prima giornata.

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