Controcorrente di Gino Strippoli – Sconfitta senza attenuanti per Abate e compagni. Toro sempre peggio e per Juric una bella rivincita
Culto - Quel Torino di Radice nell'85... (VIDEO)
Ritmo veloce, squadra intraprendente, grande aggressività, sempre buone soluzioni e qualità, ottime le marcature preventive, grande pressing, che non hanno mai fatto salire l’avversario, sempre primi sulle seconde palle. Ecco, tutto questo è stato ed è ciò che ha fatto il Monza in casa del Torino.
Un’altra batosta per la squadra allenata da Abate. Dopo le due sconfitte in campionato arriva la terzina e mai come in Coppa Italia il Toro ha fallito sotto tutti i punti di vista, per di più contro una squadra neopromossa e soprattutto che ha giocato con le riserve. E che riserve!
Retroguardia granata che è andata completamente in tilt ogni volta che il ragazzino Robinson, diciannovenne arrivato in prestito dal Southampton, ha avuto la palla tra i piedi. Ragazzino di grande talento che ha fatto ammattire Coco e Ismajli, tra dribbling, tunnel e velocità. Ma è stato tutto il Monza a giocare bene in ogni settore, con Lucchesi in primis, che non ha fatto vedere palla a Koulierakis e a Zapata. Ma anche a centrocampo i ragazzi di Juric hanno dominato. Poi due pali e tante occasioni da gol create.
Davvero malissimo questo Toro, mai propositivo, sempre affidandosi a palle lunghe piuttosto che cercare la costruzione dal basso. Già, ma chi poteva costruire? La mediana formata da Gineitis e Luongo, con ai fianchi Fortini e Cacciamani e Oristanio poco più avanti, è stata poca cosa. Solo il numero 77 granata ha avuto qualche spunto nel primo quarto d’ora di gioco, ma poi, poco aiutato dai compagni, si è sgonfiato. Insomma, i granata sono apparsi completamente privi di idee.
L’esordio del nuovo portiere Perri è stato buono, sempre attento, con buone parate, anche se ha preso il gol di Dany Mota in mezzo alle gambe. Belle le parate sui due tiri di Mangas. Il Toro forse ha trovato il suo portiere. Al di là del tiro di Oristanio stampato sul palo, il Toro non ha mai impensierito il portiere brianzolo. I granata sono sempre andati in difficoltà nel gestire la palla e, poi, nella fase difensiva è mancata completamente la solidità.
In questo Toro sono arrivati Mandragora e Bragança per dare man forte al centrocampo. Vedremo cosa succederà a Firenze, una partita che sicuramente può già considerarsi uno spartiacque, sebbene sia solo la terza giornata di campionato. Perché rischiare di uscire sconfitti contro la Viola avrebbe sicuramente ripercussioni non solo sui giocatori, ma anche sull’allenatore granata perché vorrebbe dire arrivare a quattro sconfitte consecutive.
Adesso sta ad Abate, con i nuovi arrivi, far quadrare al più presto la squadra, ma anche dal punto di vista tattico. Perché, ad oggi, questo Toro non è né carne né pesce e il bravo Cacciamani è da far giocare da esterno alto, perché in Serie A, nella fase difensiva, si fa sempre scavalcare.
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