Il Torino è pronto a tornare in campo, lo farà lunedì contro l'Udinese. E Culto ci porta indietro al 1993
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Dopo la lunga sosta per le Nazionali torna il campionato, anche se l’attesa per vedere il Toro sarà la più lunga di tutte visto che i granata chiuderanno il turno lunedì alle 20.45 contro l’Udinese. C’è voglia di ritornare allo stadio nonostante tutto, di rivedere gli amici di sempre, di capire se almeno stavolta usciremo dall’Olimpico Grande Torino con una faccia diversa dalle ultime volte. Comunque sia se penso alla sfida con l’Udinese mi viene in mente un’attesa diversa, molto più dolce, quella del dodici settembre 1993.
Il Toro sta per giocare il primo posticipo pay-tv della sua storia e se vincesse raggiungerebbe il Milan in vetta alla classifica dopo quattro giornate, formando una strana coppia composta da una squadra così forte e ricca da avere almeno ventidue titolari e un’altra che nonostante le difficoltà economiche, facendo ricorso al vivaio e alle alchimie tattiche di Mondonico, è partita bene e promette molto.
Le assenze di Aguilera e Francescoli, impegnati con la nazionale uruguaiana, lanciano una strana coppia formata da Andrea Silenzi, eroe della doppia finale di Coppa Italia di qualche mese prima, e Benito Carbone che, dopo tanto peregrinare in prestito, è finalmente tornato “a casa” per vestire la maglia numero dieci. I granata hanno iniziato battendo 3-0 il Piacenza in trasferta con un (gran) gol di Benny seguito dalle reti di Pennellone e Poggi, quindi hanno fatto il bis con un 2-1 all’Atalanta di Guidolin con tanto di frecciate finali di Mondonico sull’eterno duello fra gioco a uomo e a zona (“Non ci facciamo le…serenate”). Dopo il pareggio a reti inviolate a Napoli nel turno infrasettimanale, il Toro è primo a cinque punti con le milanesi. La sconfitta dell’Inter a Cagliari lascia il Milan da solo in vetta, aspettando il Toro, aspettando la sera e la diretta su Tele+2.
L’elenco degli assenti in casa granata è fitto e lo sarà per tutto l’anno col top che verrà raggiunto nella gara contro la Roma in chiusura del girone d’andata quando mancheranno addirittura in nove: oltre ai già citati uruguagi, non ci sono Fortunato, Cois, Annoni e Fusi (in panchina per onor di firma). “Mondo” improvvisa Sordo libero, a centrocampo Sinigaglia viene affiancato a Venturin e in avanti Poggi fa compagnia a Silenzi e Carbone. Gregucci fa il suo esordio in campionato marcando Carnevale.
Il primo tempo granata vede Silenzi dannarsi l’anima e la squadra perdersi un po’ negli ultimi metri nonostante buone trame, ma è a inizio ripresa che il Toro si trova di colpo bello ed efficace, proprio sotto la Maratona. Al 50’, lanciato a sinistra da Jarni, Carbone disorienta Kozminski con un movimento magico e gli va via. Il polacco fa quasi tenerezza per come prova a fermare Benny con una mano sulla spalla, ma il numero dieci è già passato, entra in area e si porta sul fondo mentre la curva alza i decibel. Il cross per Silenzi è perfetto, così come lo è la coordinazione del centravanti granata che colpisce al volo col mancino gonfiando la rete. Il boato dei tifosi è qualcosa di stupendo. Silenzi cerca Carbone che gli salta in groppa in una delle immagini più belle dell’annata.
Carbone è scatenato. Lancia Poggi in profondità con Paolo che perde il tempo per una conclusione facile facendosi rimontare ed è costretto a cercare il gran gol a giro mancandolo di poco. Quindi Benny fa volare Sergio a destra e si fionda in area per ricevere il passaggio di ritorno, ma il suo destro è centrale. L’Udinese prova a farsi viva, ma il Toro si divora il raddoppio con Poggi che, su assist di Venturin, calcia addosso a Battistini in uscita. Ancora Poggi spreca malamente un assist d’oro di Osio, subentrato a Carbone, dimostrando che i bianconeri con cui dà il meglio non sono quelli friulani. Ci sarebbero tutti i presupposti per la beffa, ma sul colpo di testa di Sensini allo scadere Galli si esibisce in una parata che un tempo si definiva “plastica”.
L’intervista dopo la gara di Mondonico contiene una serie di chicche sfoggiate col sorriso dei giorni migliori. “Penso che i tifosi del Toro possano godere ancora per una settimana, poi domenica prossima vediamo, vediamo un po’ quello che succede. Noi ci accontentiamo di godere poco alla volta perché abbiamo un vecchio detto che è importante saper godere al momento giusto”. Quando Costa gli chiede se forse, con Aguilera e Francescoli, non avremmo visto titolari Carbone, Poggi e Sinigaglia, il ghigno con cui il tecnico risponde “Forse” è 100% Mondo-style (e ride anche Costa).
“Toro sul nido del Milan” è il bellissimo titolo di Tuttosport, “La Stampa” risponde con “Il Toro continua a vivere alla grande”, mentre sul Guerin Sportivo si parla di “Supercoppia italiana” giocando sul fatto che granata e rossoneri avessero inaugurato la stagione giocando la Supercoppa a Washington. Questi titoli, il sorriso del Mondo, Carbone e Silenzi che si abbracciano: da quel 12 settembre Toro-Udinese sarà sempre associato a un ricordo che mi scalda dentro.
FRANCESCO BUGNONE - Classe 1979, tifoso del Toro dal 1985 grazie a Junior (0 meglio, a una sua figurina). Il primo ricordo un gol di Pusceddu a San Siro, la prima incazzatura l'eliminazione col Tirol, nutro un culto laico per Policano, Lentini e...Marinelli. A volte penso alla traversa di Sordo e capisco che non mi è ancora passata.
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