L’analisi tattica di Cagliari-Torino 0-1: dati non rassicuranti nelle due fasi

L’analisi tattica / Torna la rubrica di Dario Biasiolo: ecco alcune indicazioni tecnico-tattiche provenienti dall’ultima gara disputata dai granata

di Dario Biasiolo

Il Torino a Cagliari ha presentato la stessa formazione vista contro il Genoa. La video-analisi evidenzia un gioco basato esclusivamente sui lanci, ben 50, con una efficacia del 10% perché 24 volte le punte e i centrocampisti, destinatari dei lanci, non hanno nemmeno provato a saltare di testa; nei restanti lanci i giocatori del Torino sono stati anticipati o la spizzata non è andata sui piedi del compagno. Credo che queste azioni non aiutino le punte, dal punto di vista motivazionale, a essere protagonisti dell’azione e il fatto che nemmeno provino a saltare dimostra che non credono in quella giocata, perché molto difficile da gestire, almeno contro i difensori del Cagliari.

LEGGI ANCHE: L’analisi tattica di Torino-Genoa 0-0: le due punte devono venire incontro

In tutta la partita i tiri in porta del Torino sono stati sei, di cui tre su palle inattive e solo tre su azione e tutte in contropiede. Nel primo tempo il Torino ha provato a verticalizzare palla a terra ma le punte e i centrocampisti venivano anticipati, o si perdeva la palla per errori tecnici, o perché mancavano i rimorchi e la punta provava la giocata di prima alle spalle per l’altra punta, ma senza precisione. A volte il rimorchio c’era ma la punta non scaricava. Senza movimento davanti spesso la palla tornava alla difesa. Alcuni centrocampisti si trovavano sulla traiettoria della possibile imbucata dalla difesa alla punta. Quando il gioco si sviluppava sulle fasce i centrocampisti non facevano movimento per le punte con tagli esterni e quando lo facevano le punte non venivano incontro. Ben 57 volte l’azione si è interrotta per errori decisionali e per errori tecnici, tant’è che per tutto il primo tempo si conta un solo tiro sull’esterno della rete di Mandragora, su azione manovrata.

Nel secondo tempo le imbucate sono aumentate, Belotti ha iniziato a scaricare di prima al rimorchio (quasi sempre presente) e il Torino ha costruito ottime azioni sino a quella in cui Zaza servito da Lukic anziché tirare la mette in mezzo. Il bel gol di Bremer di testa su angolo di Mandragora gratifica il gioco espresso nel secondo tempo; l’entrata di Bonazzoli dà più velocità soprattutto nelle azioni di rimessa e nel finale il Torino legittima la vittoria con perfette azioni in contropiede non finalizzate per le due splendide parate di Cragno. È stata una vittoria sofferta, arrivata senza esprimere grande gioco e con una fase difensiva con situazioni negative che non si vedevano da tempo: i dati non sono rassicuranti per la partita contro il Sassuolo. Il Cagliari, infatti, è andato al tiro 14 volte e solo per l’imprecisione dei giocatori il Cagliari non ha segnato (9 tiri fuori, tre addosso ai difensori, due sole parate di Sirigu).

LEGGI ANCHE: Atalanta-Torino: l’analisi tattica del match analyst

Il dato più importante che emerge riguarda i centrocampisti che non aggrediscono il portatore di palla (20 volte) e che si perdono gli inserimenti (17 volte). Molto bene invece i tre difensori nelle palle alte, nelle uscite sul portatore tra le linee e nello scappare in palla scoperta sui lanci lunghi. Il Sassuolo, prossimo avversario del Torino, ha un centrocampo e un attacco di grande movimento, il principio di gioco è il dai e segui: praticamente, ad ogni imbucata, colui che ha verticalizzato va sistematicamente a rimorchio o attacca lo spazio, con una continua rotazione delle posizioni. Il centrocampo del Torino dovrà marcare gli inserimenti da dietro, altrimenti la difesa andrà in grande sofferenza. È fondamentale la pressione a un metro sul portatore di palla soprattutto a centrocampo, per impedire le imbucate, anche perché Caputo, Lopez, Berardi, Djuricic sono giocatori molto veloci e giocano spesso di prima, spostando palla continuamente (contro il Crotone più di 80 azioni palla a terra con una efficacia del 90%).


Allenatore da più di 30 anni con un passato al Torino FC da allenatore in seconda e preparatore atletico e il ricordo indelebile della promozione in A nel giugno 2005 con Zaccarelli e Pigino, alterno tutti i giorni campo, videoanalisi e ancora campo per potenziare le qualità di ogni giocatore e lavorare sulle situazioni non ancora assimilate. Il calcio va studiato con gli strumenti giusti e tutto diventa più chiaro e più semplice.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

23 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. NEss - 2 settimane fa

    Pero’ non e’ vero che la squadra non sappia produrre gioco in senso assoluto.
    Nelle prime partite con Giampaolo si sono viste buone trame offensive e si e’ segnato tanto.
    Ovviamente si e’ anche subito tantissimo, ma non mi si dica, per esempio, che i goal presi nel finale di Sassuolo e Lazio fossero un problema tattico.
    Prendi quei 5 punti e cambia tutta la stagione.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Messere Granata - 2 settimane fa

    L’analisi compie una valutazione corretta in termini assoluti. Ma la teoria si scontra con le capacità tecniche degli interpreti. Il centrocampo ha sostenuto poco le punte, per limitare le ripartenze del Cagliari ogni volta che perdevamo la palla. Cioè quasi sempre. Sono gli attaccanti che devono far salire la Squadra, gestendo e difendendo la palla. Davanti la perdiamo troppo spesso e per errori banali e marchiani per giocatori di Seria A. Qualunque ricetta è valida, ma se mancano gli ingredienti…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Toroperduto - 2 settimane fa

    È ovvia la cosa.
    Non c’è né ci sarà nessuna svolta contrariamente a quanto ho letto.
    Non siamo andati sotto solo per imprecisione loro e l’abbiamo portata a casa con un colpo di testa di Bremer.

    Ma conta solo il risultato da qui alla fine e non può che essere così visto che gioca sempre la stessa squadra.

    Tempo per provare a giocare a calcio non ne abbiamo, la squadra allenata da più allenatori questo sa fare non girare la palla e non creare mai superiorità vuoi per alcune sue caratteristiche e vuoi per fragilità mentale.
    Va così e bisogna prendere i punti che verranno, analizzare le partite è ormai impietoso.

    Ah dimenticavo Giampaolo merdaaaaaaa!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

      Come si fa a scrivere ” la squadra allenata da più allenatori questo sa fare non girare la palla e non creare mai superiorità vuoi per alcune sue caratteristiche e vuoi per fragilità mentale” e concludere prendendosela proprio con Giampaolo che aveva chiesto calciatori chiave con precise caratteristiche, senza ottenerli?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Robertina - 2 settimane fa

        in un momento del genere giusto voi due potevate stare qui a rimpiangere Giampaolo che si sta godendo il suo 1,5 milione di ingaggio al mare…

        senza parole…. poveri voi

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Toroperduto - 2 settimane fa

          Lascia perdere che il calcio non fa per te fai altro che non capisci manco quello che si scrive.
          Dai ascolto a me continua con l’uncinetto ma senza infilzarti

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. Robertina - 2 settimane fa

            tanto quanto il vostro caro Giampaolo … esonerato… così il fratello… un affare (pessimo) di famiglia… ciao ciao … siete i più sfigati del forum….
            ahahahah ahahahah ahahahah ahahahah

            Mi piace Non mi piace
      2. Toroperduto - 2 settimane fa

        Stai invecchiando malissimo e non cogli più l’ironia e sei smemorato visto che l’avro scritto provocatoriamente cento volte!

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. leggendagranata - 2 settimane fa

    I freddi numeri confermano quello che in molti abbiamo commentato: col Cagliari si è, grazie al cielo, vinto, ma il gioco è stato molto deficitario. C’ è stata una riedizione del peggior Toro di Mazzarri, con il lancione lungo e impreciso per le punte, destinate a fare brutta figura e il centrocampo che non ripartiva. Continuo a essere convinto che per “questo” Toro la formula più efficace sia quella che prevede due punte più Verdi a fare l’ esterno di centrocampo al loro servizio (una volta si chiamava “tornante” e ce ne sono stati di ottimi ed efficaci: da Domenghini a Claudio Sala a Bruno Conti). Naturalmente bisogna cambiare modulo, passare alla difesa a 4, con altrettanti centrocampisti. Ma con il cosiddetto “tridente” (con Verdi o Berenguer al fianco di Belotti e Zaza) il Toro di Longo si è salvato. Questa squadra, dopo la pessima campagna acquisti in gran parte voluta da Giampaolo, non si è rafforzata, non ha aggiunto qualità e quindi non ha, secondo me, alternative valide al “tridente” soprattutto quando l’ avversario è da battere (come il Sassuolo) altrimenti sono guai.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toroperduto - 2 settimane fa

      Scusa ma per correttezza il Toro di Longo si è salvato per i punti del girone di andata.
      Senza nulla togliere a Longo vittima anche lui come tutti gli allenatori che si sono susseguiti

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

    Continuo a non capire questi lanci lunghi… soprattutto dopo aver preso Mandragora e con Baselli tornato disponibile. Prima non si poteva costruire bene partendo dal basso e manovrando, perchè Rincon non ne ha le capacità per farlo in velocità e con efficacia e a causa dell’assenza di Daniele. Ma ora cosa ci impedisce di farlo? C’è anche Ansaldi in campo, uno con il quale puoi dialogare bene nello sviluppo dell’azione. A che serve aver preso Mandragora se lo si salta sistematicamente con i lanci? Certo, Sanabria in campo consentirà maggior possibilità di fraseggio di qualità ma dubito che possa essere la soluzione dei nostri mali. A meno che Nicola non ritenga che la in questo modo la difesa possa essere più protetta, mandando il pallone lontano piuttosto che rischiando di perderlo a centrocampo. Di certo non possiamo pensare di pescare un jolly a ogni partita e di mantenere sempre la porta inviolata, anche perchè se è vero che abbiamo sistemato la difesa è altrettanto vero che abbiamo inceppato l’attacco. Bisogna risolvere o rischiamo di complicarci la vita alla lunga, proprio ora che iniziamo a respirare un po.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Il Giaguaro - 2 settimane fa

      @ Mimmo lo scrivo da due settimane che non capisco perchè si butti il pallone oltre il centrocampo proprio adesso che abbiamo chi dovrebbe aiutare a far partire la manovra dal basso. Sulla difesa anche l’ottimo Biasiolo (a proposito, grazie per gli articoli davvero interessanti per chi, come me, segue le partite ma non ha le capacità di analisi) avanza più di un dubbio! Lui ha contato 14 tiri del Cagliari (io ero arrivato a 12 nel primo tempo), comunque sia abbiamo tenuto inviolata la porta solo grazie agli errori di tiro del Cholito e di JP, altrimenti ci staremmo raccontando un’altra partita….SSFT

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. paulinStantun - 2 settimane fa

        Infatti: la difesa è sistemata solo contro attaccanti che sparacchiano in curva.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
      2. leggendagranata - 2 settimane fa

        Cari Mimmo 75 e Il Giaguaro sono d’ accordo con voi, questo gioco che definirei “alla evviva il parroco” è purtroppo una costante da Mazzarri in poi, persino Giampaolo l’ araldo del pressing alto e del gioco offensivo si è rapidamente convertito dopo i rovesci delle prime 7-8 domeniche. Longo si instradò sulla stessa via per le prime tre giornate e infatti perdemmo tutte e tre le partite; poi il lungo lockdown lo fece riflettere e optò spesso per la soluzione a due punte con un trequartista/ esterno al loro sostegno e fece un po’ di punti. Ho l’impressione che gli allenatori che vengono al Toro ad un certo punto se la facciano sotto (l’ ambiente è esasperato dalla mancanza di risultati, il paragone con l’ altra squadra della città è quanto mai impietoso) e optino per la soluzione all’ apparenza più facile: “primo non prenderle”. Nicola ha trovato una situazione disastrosa, una difesa colabrodo e sta cercando di mettere a posto i pezzi di un puzzle mal congegnato, ma ci vuole un salto di qualità nel gioco perchè se una di quelle che ci sta dietro inizia a fare punti sono guai.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

          Non si tratta di farsela sotto ma di scontrarsi con la cruda realtà di un materiale tecnico di livello basso. Mazzarri, Longo e Giampaolo, soprattutto a centrocampo, hanno dovuto far di necessità virtù. Nicola da questo punto di vista ha più frecce al suo arco e maggior qualità, come dicevo, grazie a Mandragora e Baselli. Vedremo cosa succederà, magari è solo ancora in una fase di transizione, d’altra parte è qui da un mesetto.

          Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. gigioscal - 2 settimane fa

      Secondo me per giocare manovrando palla a terra è necessario lavorare su automatismi tra le punte ed i centrocampisti che per il momento Nicola non ha ancora affrontato per focalizzarsi sulla parte “bassa” della squadra. Certo le caratteristiche delle nostre punte non aiutano ma con Sanabria le cose dovrebbero cambiare

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Rock y Toro - 2 settimane fa

    Ma perché invece di DN, UC non ha preso Biasolo?

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. paulinStantun - 2 settimane fa

      Certo, DN ha un videoregistratore Betamax per cui non trova più le cassette quindi le videoanalisi non le potrà sicuramente fare…

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. NEss - 2 settimane fa

    “Molto bene invece i tre difensori nelle palle alte, nelle uscite sul portatore tra le linee e nello scappare in palla scoperta sui lanci lunghi.”

    Cosa si intende esattamente con ‘palla scoperta’?
    Grazie

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Granata54 - 2 settimane fa

      Credo il significato sia questo: ‘una palla è scoperta se il portatore non è pressato ed è libero di gestirla a proprio piacimento’.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Granata - 2 settimane fa

        No, la palla è scoperta quando non è di nessuno. Si intende scoperta, per esempio, se il giocatore che conduce, si allunga la palla oltre una certa misura che impedisce il controllo immediato. Quando invece, il giocatore ha il controllo si dice che la palla è coperta.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

      Sul sito Ultimo Uomo c’è un intero articolo, molto approfondito, che spiega bene non solo il concetti di palla scoperta e palla coperta ma anche le conseguenze tattiche.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. ferrante84 - 2 settimane fa

      Ciao NEss, “una palla è coperta se il portatore viene affrontato e non ha quindi la possibilità di giocarla liberamente. Al contrario, una palla è scoperta se il portatore non è pressato ed è libero di gestirla a proprio piacimento” (cit. Ultimo Uomo). Esattamente come nelle occasioni in cui Nainggolan era libero di attaccare la difesa senza opposizioni, quando riusciva a liberarsi di Mandragora.

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy