Le Vostre Lettere

di Massimo Marengo*

E’ difficile cercare giustificazioni e/o varie motivazioni alla prestazione domenicale del nostro povero Torello. Ho sentito qualificati addetti ai lavori dare la colpa esclusivamente al tecnico, altri solo ai giocatori, altri ancora alla dirigenza. Ho sentito poi accusare il mister della Sampdoria di aver condizionato l’arbitro in settimana, con una vecchia storia di Reggio Calabria e di due rigori concessi e non. Ho sentito giustificazioni ed autogiustificazioni con annesse stime ed autostime. Insomma, ieri si è visto e sentito tutto ed il contrario di tutto. Un segnale di confusione poco incoraggiante non sono nei giocatori che sono scesi in campo, ma anche nell’ambiente dei media e dei tifosi. Nonostante quello che si è visto ieri, con una spettacolo a tratti indecoroso con identica trama del brutto film già visto di Toro-Fiorentina, voglio però ancora aggrapparmi a quel poco di ottimismo che mi è rimasto e sperare ancora nella salvezza. Qualcuno mi dirà che è ora di staccare la spina, che è contro l’accanimento terapeutico (effettivamente i 5 minuti di recupero alla fine quello erano) e che è ormai giunta l’ora della rassegnazione. Ma è contro il nostro spirito, lo spirito del cuore granata, il rassegnarsi agli eventi. E se proprio non riescono a trovarlo i giocatori, questo spirito, dobbiamo necessariamente trovarlo noi tifosi. Non si è mai visto mollare così e allora siamo noi che dobbiamo spingere psicologicamente i giocatori in una corsa a tappe forzate. Come se fosse una corsa in montagna, dove passo dopo passo, tra gradini di pietra e passaggi obbligati, si arriva infine alla vetta.
Se poi questa vetta sarà quella della salvezza, lo sapremo tra due mesi. Ma almeno la vetta della dignità della maglia granata, quella sì, è obbligatorio raggiungerla.
Ciao a tutti e FORZA TORO. E ricordate, l’ottimismo aiuta a non mollare mai. E almeno noi, che il granata lo portiamo nel cuore, non dobbiamo mollare.

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*Presidente Toro Club Alba "Giorgio Ferrini"

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