Cos’hanno in comune il Torino e la città di Piombino

Le Rubriche – Nel Segno del Toro / Torna l’appuntamento con Stefano Budicin, che ci racconta un’altra curiosità interessante sulla storia del Torino

di Stefano Budicin

Se venisse da pensare a un rapporto di fratellanza tra club e città, parlando dei granata, mai si crederebbe che la città di Piombino vanti un legame così speciale con la squadra del Torino. Eppure è così. Perché la città di Piombino vanta un legame speciale con la storia del Toro? La risposta è molto semplice. A congiungere simbolicamente i due comuni sono quattro giocatori, tutti nati nella città toscana. I loro nomi sono Stevan Tommei, Lido Vieri, Aldo Agroppi e Sergio Piacentini.

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Lido Vieri

Stevan Tommei, portiere, militò nel Torino con sole due presenze, tra il 1929 e il 1930. Poi c’è Lido Vieri, il cui nome, se anagrammato, restituisce la parola “idoli veri”, è ancora oggi ricordato come uno dei più forti portieri di tutti i tempi. Una vita dedicata al Toro, nel quale approda venendo pescato dal vivaio degli anni ’50. Le sue mani, forti, robuste e calamitanti, paiono magneti a cui nessun pallone può sperare di poter resistere. E non è un caso che il soprannome Pinssa, che in dialetto piemontese significa “pinza”, sia stato attribuito a Vieri dai tifosi. Perché le sue parate sono sempre state caratterizzate da una forte spettacolarità. Vieri non voleva mai farsi mancare l’occasione di realizzare parate scenografiche e ai limiti dell’impossibilità. Tutto, purché il pubblico fosse tenuto con il fiato sospeso e potesse ammirare azioni da fuoriclasse. Anche a rischio di patire un gol di troppo.

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E piombinese è pure Aldo Agroppi, che nel Toro gioca dal 1967 al 1975 e colleziona 275 presenze tali da renderlo un pilastro della storia recente granata. Agroppi conquista due Coppe Italia e si distingue come portavoce della rinascita torinese a cavallo degli anni ’60 e ’70. Sale il rammarico al pensiero che Agroppi avrebbe potuto aggiungere uno scudetto alla sua collezione di trofei, ma l’esperto difensore fu ceduto al Perugia. Ancora oggi Agroppi ricorda con un groppo in gola il momento in cui gli si comunicò di dover lasciare il Toro, squadra alla quale aveva giurato amore eterno. Il suo è uno spirito da vero cuore granata. L’ultimo giocatore del Toro nato a Piombino è Sergio Piacentini. Da difensore ha vestito la maglia del Torino 138 volte in un periodo che definire catastrofico è un eufemismo (1939-45) e ha contribuito con il Grande Torino a conquistare due scudetti e la Coppa Italia.

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Quattro piombinesi, quattro granata, quattro fuoriclasse. Una sola maglia, quella del Toro, che in oltre cent’anni di onoratissima storia non manca mai di sorprendere tanti sono gli aneddoti e le curiosità che si porta appresso.


Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

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  1. g.bard_14982707 - 1 mese fa

    Da piombinese granata, c’è una dimenticanza molto grave!
    Nedo Sonetti

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  2. gpmorano - 1 mese fa

    Dimenticanza grave… il “mediano” Agroppi uno scudetto l’avrebbe vinto lo stesso se proprio un suo tiro che aveva passato (e di tanto) la linea di porta della Sampdoria fosse stato riconosciuto come goal dal famigerato arbitro Barbaresco. Ma per lui un certo Lippi aveva respinto sulla linea e così si consumò uno degli storici scippi a favore di una squadra che mi rifiuto di nominare.

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  3. Luciano gem - 1 mese fa

    Aldo non era un ‘difensore’.

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