Serino analizza i temi caldi del mondo granata dopo il deludente 0 a 0 dello "Zini" di Cremona
0-0 contro la Cremonese, ecco perché è un'occasione persa per D'Aversa (VIDEO)
Il Torino non va oltre lo 0 a 0 a Cremona nella prestazione meno positiva dell'era D'Aversa. Torna Rosario Rampanti con "Parola al mister" e ci sono parecchi temi caldi da analizzare.
Serino, cosa ha significato la partita di Cremona per il Torino di D'Aversa? "Domenica scorsa a Cremona si incontravano da una parte una squadra che praticamente non ha più nulla da chiedere al campionato riguardo ai punti in classifica, il Torino, dall'altra la Cremonese, squadra che giocava in casa e che all’inizio della gara appariva chiaramente attagliata da mille paure. Nella Cremonese, questo stato mentale si percepiva ad ogni giocata della loro difesa. Nessun calciatore, parlo dei difensori della Cremonese, si prendeva la responsabilità di tentare una giocata con il minimo rischio, il pallone viaggiava sempre in difesa, da destra a sinistra, da sinistra a destra e poi il lancio in avanti. La situazione sul campo era chiara e quindi l’avversario, il Torino, se avesse avuto la giusta lettura del contesto ambientale avrebbe potuto sicuramente osare di più. Ma il Toro che ha giocato domenica a Cremona era una squadra deconcentrata. Abbiamo visto il Torino più brutto da quando ad allenarlo c’è D’Aversa. Allenatore che, almeno fino a Cremona, con bravura è riuscito in questo frangente di campionato a far esprimere al meglio la squadra granata e quindi fare i punti necessari per arrivare ad una salvezza quasi certa".
Trovi differenze rispetto allo scorso finale di campionato? "Per il sottoscritto è inevitabile pensare allo scorso campionato e al percorso che fece nel finale (come oggi) la squadra. Stesso identico percorso, quando arrivi a cinque/sei giornate dal termine del campionato e hai praticamente raggiunto il traguardo della salvezza anche se nelle intenzioni societarie probabilmente si sperava in risultati migliori, subentrano, a mio parere, altro tipo di problematiche a volte contrastanti tra loro. Oggi mi viene da pensare a tutte le cose che potrebbero capitare nella gestione della squadra e che D’Aversa, con bravura e pazienza, dovrà gestire fino al termine del campionato. Il tifoso guardando chi affronteremo nelle ultime 5 gare sicuramente penserà che quelle più difficili sul piano del gioco saranno quelle contro l’Inter e la Juventus e invece le altre contro l’Udinese, il Sassuolo e il Cagliari saranno alla portata del Torino. Niente di più sbagliato. Probabilmente vedremo grandissimo impegno contro le due big e disimpegno parziale contro le altre. Prevedo che sarà difficile per l’allenatore riuscire ad invertire questo modus operandi di questo gruppo. A dimostrazione di ciò che affermo, c’è la partita contro la Cremonese. Ecco a cosa mi riferisco quando parlo delle problematiche che dovrà affrontare e risolvere l’allenatore. A Cremona sono mancate completamente le prestazioni dei cosi detti big della squadra sicuramente distratti da voci di mercato oppure nell’attesa di andare a disputare i mondiali. Nelle gare future questi giocatori staranno molto attenti a non incorrere in infortuni nell’affrontare i contrasti di gioco perché ciò comporterebbe un grosso danno per il loro immediato futuro. Difficile per l’allenatore risolvere questo tipo di problema riguardante solo il rapporto allenatore giocatori. Ben più difficile sarà per D’Aversa, da adesso a fine campionato, riuscire a districarsi nel contesto club, giocatori in odore di cessione e giovani da provare per tastarne la consistenza tecnica".
A suo giudizio cambieranno in tanti squadra? "Sì, perché nella rosa di giocatori in forza al Torino sono troppi coloro che dovranno cambiare aria per più ragioni e questo sarà un altro grande problema per il duo Petrachi-D’Aversa. Maggiormente pesante in questo caso sarà il compito del direttore perché piazzare certi calciatori sarà difficilissimo anche per uno bravo come Petrachi. Ma altrettanto difficile sarà il compito dell’allenatore che dovrà allestire sempre formazioni competitive con calciatori a disposizione che non hanno giocato con continuità e che l’allenatore dovrà per forza di cose mettere in campo per dargli visibilità, perché senza questa, sarà ancora più problematico il compito del Ds. Insomma, come vedi, il cammino verso la fine del campionato è irto di ostacoli e D’Aversa dovrà tirare fuori il meglio da se stesso per arrivare a fine campionato indenne da tutti i pericoli in agguato".
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