Torniamo a parlare dei temi caldi in casa Torino insieme a Serino Rampanti nella rubrica Parola al Mister su Toro News
Un grande Gianluca Petrachi (VIDEO)
Il merito di Petrachi
E questo ha conseguenze anche esterne molto positive. L’impressione è che Abate stia riuscendo anche ad avvicinare la squadra ai tifosi e i tifosi alla squadra. “Il tifoso, il Torino, non l'ha praticamente mai abbandonato. La squadra l'ha sempre sostenuta, perché il tifoso del Torino è difficile che si stacchi completamente dalla squadra. Questa situazione si è venuta a creare perché ci sono state delle scelte giuste. E le scelte le fa il presidente. E le scelte tecniche le fa Petrachi, appoggiato dal presidente. Quindi viene tutto di conseguenza. A volte si dà merito agli undici che vanno in campo, ma dietro c’è un grande lavoro. Non è facile fare calcio. Il mio amico Fossati mi dice sempre: ‘Ma i tifosi lo sanno che il Torino è una delle poche società che paga gli stipendi dei coni puntuale?’”.
Parzialmente il plauso dei tifosi ad Abate va indirettamente anche al presidente? “Va a tutto il club. Qui hanno lavorato tutti bene. Qualcuno che non capisce era scettico nei confronti del ritorno di Petrachi, perché aveva rotto male con la Roma. Ma non c’entra niente. Nella vita si può anche fallire, per tanti motivi. Ma il fallimento, se si può chiamare tale, può capitare. Il fallimento è una cosa che, se la si sa interpretare, diventa positiva. Petrachi lo vedo ancora più cresciuto rispetto a prima. Nel senso che è arrivato con più voglia, carica e conoscenza di giocatori. Chi si aspettava che Belghali fosse così bravo?”
E lo stesso discorso vale per Fitz-Jim e Braganca. “Ha delle conoscenze incredibili. Io ho sempre detto che i più bravi in Italia sono Sartori e Petrachi. Petrachi sta dimostrando di essere il migliore. Gli scettici, quelli che non capiscono e non cambiano idea… Cambiare idea è da persone intelligenti. È drammatico vedere chi non cambia mai idea. Nella vita non cambiare idea vuol dire avere poca intelligenza. Quando si sbaglia bisogna ammetterlo”.
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