C'è chi ha stupito, chi si è confermato, chi è stato bocciato e ha reso meno: le pagelle dei centrocampisti granata

AC Milan U19 v Fiorentina U19 - Primavera 1

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... A LUONGO E PERCIUN

LIEMA OLINGA 6.5: Fin dall'estate era stato individuato come uno dei leader designati della Primavera. Il belga, rivelazione dello scorso anno, era tra i più in vista ai blocchi di partenza ma non vive una stagione facile. La prima parte di stagione non è rose e fiori. Un infortunio in nazionale si rivela più fastidioso del previsto, nasconde ricadute e gli toglie continuità da metà settembre a inizio dicembre. Quando torna, c'è Acquah come centrale ed è inamovibile. Viene spostato allora a mezz'ala, veste meno sua ma in cui comunque sa stare bene e in cui torna a pieno regime fino a diventare il secondo centrocampista più impiegato del reparto. Si mostra più maturo dal punto di vista tecnico nella qualità delle giocate per il reparto offensivo, in interdizione faceva già la differenza un anno fa e si conferma.

LUONGO 6: Arriva in Primavera senza passare dal via, aggregato da agosto come il compagno di leva Carrascosa. Scelta giusta, considerando sia le qualità messe in mostra con il Torino e con l'Italia sia la sua duttilità sul piano tattico. Trequartista, mezz'ala, esterno alto: si adatta dove gli viene richiesto. Non vive una stagione facilissima, ma resta sufficiente il suo apporto nel primo anno di Primavera (nel secondo dovrà migliorare il bottino di gol e assist). Sfortuna vuole che viva da protagonista la fase più complicata per la squadra di Baldini, si trova invece fuori per infortunio (da febbraio a aprile) nel momento in cui finalmente la ruota gira. Torna solo per l'ultima parte di campionato, dove ritrova ritmo e smalto. Un'ottima notizia anche per l'Under 18, con cui tornerà per disputare le final four scudetto.

NASCIMENTO 5.5: Tra gli acquisti del mercato invernale è forse quello che ha fatto meno rumore. Arrivato a titolo definitivo dallo Sporting Lisbona, si è ritagliato un ruolo da gregario nella seconda parte di stagione granata. Nel suo ruolo naturale di play davanti alla difesa ha trovato davvero poco spazio, ma va anche detto che era anche difficile se non impossibile rubare lo slot di questo Acquah. Solo dieci presenze, prevalentemente nei finali di gara, non bastano per la sufficienza. Quando entra in campo, comunque, è ordinato, anche se la sensazione resta che si sia visto poco.

PERCIUN 5.5: Si è presentato ai blocchi di partenza con cinque partite in Serie A alle spalle sotto la guida di Vanoli e con la speranza di potersi confermare nelle gerarchie della prima squadra. Così non è stato. Si è allenato spesso con Baroni e D'Aversa ma senza rientrare nelle scelte e nelle convocazioni. Di fatto è sempre stato un uomo della Primavera di Baldini, perché il campo tra i grandi l'ha visto solo con la Moldavia. Imprescindibile per qualità, lo disse anche Baldini, nella prima parte di stagione non si è sempre dimostrato tale in campo dove ha fatto più fatica di quanto ci si sarebbe aspettato. Per vedere il Perciun fuori categoria, il Torino ha dovuto aspettare la seconda parte di stagione dove per giocate, personali e a favore dei compagni, spesso è venuto da chiedersi cosa ci facesse ancora in Primavera. Il salto nei professionisti, con un anno di ritardo, sarà la sua prova del nove.

SABONE 5: Un vero punto interrogativo. Fino a metà dicembre è stabilmente all'interno delle gerarchie di Fioratti prima e Baldini poi. Non una sorpresa considerando che il classe 2006 si era messo in rampa di lancio nella parte finale dello scorso campionato. Poi però sparisce, senza lasciare traccia. Non rientra tra i ceduti della sessione invernale, non è sempre ai box tra gli infortunati, tanto che è chiamato anche dalla Repubblica Centrafricana, ma sicuramente esce dai piani del Torino. Mai più convocato da fine 2025 a fine stagione, fuori dai radar.

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