Le carriere dei vincitori del tricolore del 2015: chi è partito da una lunga gavetta, chi ha salutato il calcio e chi si sta distinguendo

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ATTACCANTI

Anche il tridente d'attacco della finale scudetto dopo il tricolore è partito per accumulare esperienza. Federico Zenuni, ala destra, inizia un lungo percorso. In Serie C veste diverse maglie (Tuttocuoio, Pistoiese, Virtus Francavilla, Potenza e non solo). Successivamente si stabilisce in Serie D, dove nell'ultima stagione veste la maglia della Reggina svincolandosi a gennaio per poi approdare alla Lucchese in Eccellenza. Simone Rosso, ala sinistra che apre le marcature a Chiavari, parte dalla Serie B in prestito al Brescia e poi va all'Alessandria fino a trovare continuità alla Pro Vercelli, sua tappa più produttiva, in Serie C. Passa l'ultimo biennio in Serie D prima di trasferirsi al Volpiano in Eccellenza per la stagione conclusa a maggio. Poi c'è Claudio Morra, la prima punta di Longo che sta continuando a segnare e non poco. Il suo cammino mette insieme piazze e categorie diverse: la Serie B con Pro Vercelli, Virtus Entella e Pordenone; poi un lungo percorso in Serie C. Negli ultimi anni ha trovato un particolare istinto da bomber: il rilancio sono gli 11 gol in 35 presenze al Piacenza, segue il bottino di addirittura 19 in 35 al Rimini. Da due anni è al Vicenza, piazza ambiziosa: 13 gol al debutto, 11 nella stagione appena conclusa. Insomma, tanta solidità e non solo perché è arrivata anche la promozione in Serie B al termine dell'ultimo campionato e un rinnovo di contratto fino al 2028 per l'ex granata. Undici anni fa entrano a gara in corso altri due attaccanti nella lunga finale terminata ai rigori di cui si è parlato spesso. Facundo Lescano, punta argentina che a gennaio 2015 prima dello scudetto esordì anche in Serie A in granata, dopo le prime esperienze inizia un percorso fatto di crescita e gavetta tra Serie C e Serie D. Successivamente prova anche l’avventura all’estero con il Telstar in Olanda, prima di rientrare stabilmente in Italia. Nel tempo si afferma come centravanti prolifico in categoria, da sette stagioni va in doppia cifra in C, dove è passato da tante piazze (Sicula Leonzio, Sambenedettese, Virtus Entella, Pescara dove i gol sono 20, Triestina, Avellino). Nell'ultima stagione alla Salernitana, sogna la Serie B che sfuma ai playoff. L'altro attaccante ha la storia d'amore più lunga con il Torino, Simone Edera. Cresciuto nelle giovanili granata, segna il rigore decisivo che vale lo scudetto Primavera. È uno dei talenti sui cui il Torino punta senza ripensamenti, facendolo esordire in Serie A a 19 anni nell'aprile del 2016. Tra il 2017 e il 2022 colleziona complessivamente 40 presenze con la maglia granata. La sua crescita, però, viene frenata da una lunga serie di problemi fisici. Dopo i prestiti a Venezia, Parma, Bologna e Reggina, nel maggio 2021 subisce il più grave: la rottura del legamento crociato anteriore, del collaterale mediale e del tendine rotuleo del ginocchio destro durante una gara contro il Lecce. Un infortunio devastante che lo tiene fermo per circa un anno e ne condiziona pesantemente la carriera. Dopo il rientro non riesce più a ritrovare continuità ai livelli della Serie A, saluta il Torino nel 2023 e prosegue il proprio percorso tra Pordenone e Spal in Serie C, poi Chieri in Serie D. L'ultima stagione la vive con la Reggina con cui gioca i playoff per andare in Serie C: quasi 3000 minuti all'attivo, 5 gol e 5 assist. C'è ancora un altro centravanti, che in quella finale non trova spazio ma poi ne troverà con i professionisti, Leonardo Candellone. Dopo una lunga gavetta in Serie C tra Gubbio, Südtirol, Pordenone e Bari, trova la sua svolta alla Juve Stabia, di cui diventa uno dei leader e poi capitano. Inizia il cammino in Campania nella stagione 2023-2024, va in doppia cifra in Serie C e conquista la Serie B che disputa per due anni, l'ultimo sotto la guida di Abate con la fascia da capitano al braccio (7 gol e 1 assist per lui) e due giovani granata al seguito, Ciammaglichella e Cacciamani. Infine un ultimo attaccante, Massimo Martino, la ripetuta rottura del crociato lo costringe ad appendere gli scarpini al chiodo nel 2018. I ricordi degli anni in granata però restano sempre vivi.

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