"Due dati balzano all'occhio: in Serie A c'è stato il record di 0-0, in Serie B c'è stato il record di gol"
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GIOCATORI DALLA SERIE B: IL PROBLEMA
In quanto a giocatori, invece, ultimamente le squadre di Serie A prendono molto dalla cadetteria. Si è alzato il livello dello scouting o è più una questione economica? “Il discorso è molto più complesso. Intanto ci sono delle norme che invogliano ad andare all'estero. Essendoci la camera di compensazione e le fideiussioni, le norme sono molto più morbide all'estero: se si compra un giocatore non si deve garantire l'acquisto. In Italia invece si, e quindi per la società non è semplice. Poi chi ancora riesce ad approfittare del decreto crescita lo paga anche meno un giocatore straniero. In Italia parliamo tanto di valorizzare il prodotto interno, ma le regole fatte sono al contrario, incentivano l'arrivo degli stranieri. Valorizzare il prodotto interno vorrebbe dire fare delle regole che invoglino le società, che rendano più conveniente comprare in Italia che all'estero. Invece oggi è il contrario. Puntando sul giocatore italiano è logico che ne beneficia tutto il sistema, perché se le società di Serie A, che sono quelle più ricche, investono in Italia in squadre di Serie B o di Serie C, con questi soldi a loro volta possono migliorare la loro produzione di talenti per il futuro. Se i soldi rimangono in Italia la produzione migliora, se invece tutti i soldi vanno sempre a tenere all'estero è normale che il calcio italiano rimane indebolito. È un problema prima di normativa e poi di mentalità. Il calcio italiano prende 900 milioni di euro all'anno nei diritti televisivi, se questi soldi venissero investiti tutti in Italia, andassero alle categorie inferiori, queste migliorerebbero la produzione di talenti, sarebbero ancora più, investirebbero di più avendo più risorse e quindi la serie A avrebbe molta più scelta. Ma se, invece, questi 900 milioni vanno tutti all'estero, sono le altre federazioni che migliorano i loro settori giovanili. Anche perché la filiera funziona, la filiera dai dilettanti alla Serie C e alla Serie B funziona, la selezione funziona, ci sono dei giocatori che crescono, ma arrivano dopo la Serie B e non hanno lo sfogo della Serie A. Nei settori giovanili, tanto criticati e bistrattati, in realtà le Nazionali azzurre e giovanili dicono che noi siamo tra i migliori al mondo. I migliori giovani al mondo li abbiamo noi. I giovani noi li sappiamo crescere, ma non gli danno lo sfogo. Noi, invece di mettere in mostra i talenti italiani, mettiamo in mostra i talenti del Portogallo, della Francia, della Colombia, della Polonia e della Romania e quindi valorizziamo quelle nazionali anziché la nostra”.
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