Scopriamo gli avversari del Torino per la decima giornata di Serie A grazie a chi li segue sempre da vicino
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Che partita sarà contro il Torino?
Qual è la situazione in infermeria? “Al momento l’unico out sicuramente è Grillitsch. Gli altri dovrebbero essere tutti arruolabili”.
A livello di mentalità, il Frosinone sembra il Leicester di Ranieri: nessun peso, nessuna preoccupazione. “Il paragone è bello e importante. Certo, lato mentalità giocare con la testa sgombra fa tutto. Alvini l’anno scorso aveva annunciato di voler andare in Serie A, quando si parlava di salvezza in B. Sta alzando l’asticella. Come sta facendo Schmid. Giocare con la testa libera, senza avere l’assillo della classifica, può essere un vantaggio. Ora a 17 punti sei quasi a metà con la salvezza. È inaspettato ma per una folle lucidità della squadra forse neanche così tanto. Loro sanno che con questo tipo di gioco finalizzi e arrivi a concludere l’azione”.
Che partita si aspetta contro il Torino? “Mi aspetto una gara dall’alta intensità, il Torino ha esterni molto forti. Sarà un bello scontro tra esterni e terzini. La gara si giocherà tanto sulle fasce. E poi davanti Simeone e Adams sanno il fatto loro. Io prevedo una bella sfida, perché non credo che il Torino andrà a Frosinone per limitare i danni. Sarà una partita aperta, mi aspetto qualche gol”.
Il punto di forza e il punto di debolezza della squadra? “Il punto di forza è il gioco, soprattutto gli esterni offensivi. È quello che cambia il match: il Frosinone ha due giocatori che saltano l’uomo in maniera devastante. Il punto di debolezza forse è che i ciociari sono una squadra che tende a subire: facendo un gioco dispendioso va sempre nell’uno contro uno. Se trovi Hojlund, che nel duello con Cittadini è riuscito ad andare via, può diventare pericoloso. Allo stesso tempo questo ha portato il Frosinone a fare un contropiede sei contro due nella sfida contro il Lecce”.
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