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I segreti del Frosinone: "Alvini e..."

È stupito di questo inizio? Qual è il segreto? “Ero sicuro che con Alvini la squadra avrebbe fornito prestazioni sul livello dello scorso anno. Il mio dubbio era sulla difesa. Invece il suo gioco è diventato ancora più aggressivo rispetto allo scorso anno. Certo, poi in alcune partite segni tanto ma subisci anche tanto. Il segreto è Alvini. E allo stesso tempo i giocatori che lo seguono. Se Alvini non viene seguito al 100%, vengono fuori dei problemi. Invece i giocatori lo seguono alla lettera, anche perché ne guadagnano loro in prima persona: molti ora sono richiesti da squadre importanti. Raimondo, per esempio, deve fargli una statua. Due anni fa al Venezia non ha mai segnato, a Salerno è retrocesso… In due anni gli è cambiata la carriera, e se lo sta meritando tutto. Lui addirittura si allena facendo MMA, per i contrasti. L’ambiente si è entusiasmato. La nuova proprietà ha investito, ma di fatto la squadra, a parte Schmid, per il quale è stato speso tanto, è stata costruita nella solita maniera”.

Qual è il segreto a livello di scouting? “Kvernadze e Ghedjemis erano stati presi da Angelozzi. Entrambi avevano potenziale, ma con Alvini hanno fatto il salto di qualità. Anche Palmisani: è stato bravo Alvini a dargli fiducia dal settore giovanile. Ha avuto esperienze dove non ha giocato tantissimo, lì non è facile trovare fiducia. Lo stesso Bracaglia, che se la gioca con Terzic. Masini anche ha stupito in questo inizio di stagione, finisce sempre le partite tra quelli che corrono di più. Anche Cichella, ha giocato meno ma è stato schierato titolare e ha fatto gol. Si è conquistato spazio e con Alvini è esploso. Calò poi è un giocatore che conosco da anni ma che quest’anno ha avuto una crescita esponenziale. Per tanti anni il Frosinone è sopravvissuto prendendo giocatori in cui vedeva potenziale dalle serie minori. Però poi, rivendendoli, la situazione cambiava. Si pensi a Gatti, Boloca… È sorprendente sentire parlare di Europa, due anni fa il Frosinone era a un passo dalla Serie C. Vediamo quanto dura, ma la squadra continua a giocare a un livello che fa ben sperare. Il Frosinone punta comunque a salvarsi, ma le ambizioni della squadra e dell’allenatore sono più elevate. Alvini sta portando a un cambio di mentalità. Con il Torino sarà una bella prova di maturità”.

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