Oltre 100 presenze con la Primavera granata, 32 gol all'attivo e ora la nuova avventura in prestito in Serie C al Forlì

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Gabellini: "Vanoli? Un grazie non basta, mi ha reso felice"

Sorridente e solare. Un romagnolo vero. Tommaso Gabellini si racconta in esclusiva su Toro News, grazie alla preziosa collaborazione dell'ufficio stampa del Forlì, società nella quale milita dalla fine di agosto. L'attaccante classe 2006 ha segnato un'epoca nella Primavera del Torino superando quota 100 presenze e segnando ben 32 reti. Grazie al Torino ha lasciato casa, è cresciuto, ha esordito in Serie A e si è temprato per questa sua prima stagione in Serie C. E chissà magari un giorno potrà esaudire con il granata cucito addosso il suo "sogno nel cassetto".

Tommaso una domanda subito di impressioni a caldo: a Forlì è tornato nella sua Romagna, credo si stia bene... "Confermo, le prime impressioni con la maglia del Forlì sono ottime. Sta andando tutto molto bene, il gruppo è fantastico. Siamo tanti bravi ragazzi che si stanno aiutando a vicenda".

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E il primo impatto con la Serie C? "Un altro mondo sinceramente. Giochi con i grandi. Il livello è decisamente più alto del campionato Primavera. Hai meno possibilità di esprimerti per due ragioni: le pressioni sono diverse e dal punto di vista fisico è un altro calcio. Diciamo che è tutto più difficile. Sto cercando di capire al meglio la categoria per esprimermi al meglio".

Ha vissuto due ritiri con la Prima Squadra del Torino: uno con Baroni e uno con Abate. Cosa le ha trasmesso l'attuale tecnico granata? "Abate è davvero bravo con i giovani, questa è la prima cosa che mi viene da dire. Sa portarti bene nel gruppo e sa spiegarti bene le cose sia a livello tattico sia a livello tecnico".

Conosce molto bene Cacciamani. Cosa non sappiamo di lui? "I suoi punti di forza in campo penso che ormai li conoscono tutti, dimostra ogni partita di essere un grande giocatore. Io che lo conosco un po' meglio posso assicurarvi che è come appare all'esterno: è molto umile, si impegna ogni giorno. Fuori dal campo è semplice, dentro al campo si trasforma e usa tutte le sue potenzialità".

Il suo 2025/2026 nella Primavera del Torino non è stato agevole: a distanza di tempo come giudica la scelta di mister Baldini di averle tolto la fascia da capitano? "Sono d'accordo, l'ultima stagione è stata complicata. Nello stesso tempo, però, la ritengo un'annata fondamentale per me e per la squadra. La scelta di togliermi la fascia fu solamente tecnica, fu presa dal mister e dalla società di comune accordo. Io non ho fatto altro che accettarla proseguendo il mio percorso".

Nella Primavera del Torino ha segnato un'epoca... "Sì e ho vissuto un percorso davvero prezioso per la mia persona. Sono maturato molto sia fisicamente sia tecnicamente. Devo tanto alla maglia granata".

Il gol a cui è più affezionato? "Quello contro la Lazio alla penultima dello scorso campionato Primavera. Fu il gol che stappò la partita e fu davvero utile per la salvezza".

Cosa deve a Paolo Vanoli, il mister che l'ha fatto debuttare in Serie A... "Posso sintetizzare tutto con una semplice parola: grazie. Lo devo ringraziare per avermi fatto assaporare la Serie A all'età di 18 anni. Diciamo che ha fatto realizzare un mio sogno, mi ha reso felice. Sono comunque consapevole che quel debutto è stato soltanto l'inizio di un sogno perché ho ancora tanta strada da fare. Ho tanto da dimostrare: cercherò di farlo al meglio".

Al Torino ha potuto condividere lo spogliatoio con attaccanti come Zapata, Simeone e Adams. Cosa ha cercato di rubare a ciascuno di loro? "Ho condiviso lo spogliatoio con loro e con molti altri giocatori dal grande curriculum. Chiaramente da loro tre ho cercato di rubare anche i segreti del mestiere di attaccante. Ho cercato di rubare la loro professionalità. Sono stato molto attento al loro fianco".

Fuori dal calcio chi è Tommaso? "Sono un ragazzo semplice, nato in Romagna. Ho vissuto un po' di anni a Torino per il calcio. Mi ritengo un ragazzo simpatico che si vuole divertire con i propri amici quando c'è la possibilità. Alle volte sono anche molto estroverso".

Quali obiettivi ha? "Non ho grandi obiettivi alla lunga, me lo impongo come regola. Cerco di lavorare su obiettivi brevi, settimana dopo settimana. Cerco di dare il meglio ogni giorno".

Ha un sogno nel cassetto che si intreccia ancora con il granata? "Ho la fortuna di essere ancora di proprietà del Torino. Un sogno nel cassetto ce l'ho, come tutti i calciatori. Ma ora sono al Forlì e proprio il Forlì rappresenta quella tappa fondamentale che mi potrà permettere di coltivare ancora il mio sogno. Se non faccio bene, il sogno rimarrà sempre nel cassetto".

Ce lo svela il sogno? "No, no. Non lo dico perché poi magari non si avvera (sorride ndr)".

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