L'ex difensore granata ha avuto Ventura come allenatore e ha condiviso lo spogliatoio con un Darmian giovanissimo

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E il progetto? (VIDEO)

Si è parlato tanto del Torino di Gian Piero Ventura negli ultimi mesi. Dapprima il ritorno di Gianluca Petrachi, poi l'accostamento di Ventura alla società granata nelle vesti di direttore tecnico e ancora il possibile ritorno di Matteo Darmian da svincolato. Il tema resta ancora caldo, soprattutto dopo l'avvio di stagione dei granata: sarebbero potuti servire Ventura e Darmian? Ventura sarebbe potuto essere un valido collante con la società e un valido scudiero di Abate? Darmian avrebbe potuto dare il suo contributo esperienziale alla causa? A rispondere a questi quesiti è Francesco Pratali, ex difensore granata, apprezzato gregario del primo Torino di Ventura e compagno di un giovanissimo Darmian. "La risposta è sì, sarebbero serviti entrambi" sentenzia Pratali a Toro News.

Torino FC v AC Milan - Serie A

Si aspettava un avvio di stagione meno complicato del Torino? "Sì, obiettivamente mi aspettavo di più. Ho però visto una squadra in crescita. Attendiamo la decima, dodicesima giornata, poi tireremo il primo bilancio. Non possiamo farlo ora".

Mettiamo sotto la lente d'ingrandimento la difesa granata. Comuzzo si è ben destreggiato con l'Under-21 azzurra. Cosa potrà dare in questa stagione? "Da tempo è considerato un giocatore top. Si è un po' ridimensionato nella scorsa stagione, più per la Fiorentina che per il suo rendimento. La Fiorentina ha vissuto una stagione disastrosa, lui ne ha patito le conseguenze. Penso sia un giocatore dall'avvenire importante".

Lo vede bene a quattro? "Meglio a tre, però potrebbe fare bene anche a quattro".

L'ha convinto il ritorno da svincolato di Rodriguez? "Sì, ha un bel piede e ha qualità ma soprattutto porta tanta esperienza. Può dare un contributo importante".

Avrebbe fatto lo stesso ragionamento con il suo ex compagno Darmian? "Ho condiviso lo spogliatoio con Matteo un anno. Aveva 19 anni, era già maturo a quel tempo. Ha uno spessore umano superiore alla media. Per il Torino sarebbe stato un grande innesto, soprattutto a livello di carisma e di spogliatoio".

Nell'estate si è tornati anche su un altro nome di quel Torino, del suo Torino: Gian Piero Ventura. Lo avrebbe rivisto bene dentro al club? "Sì, sarebbe stato un validissimo direttore tecnico, soprattutto per la scelta fatta in panchina con Ignazio Abate. Parto dalla premessa che per me Ventura resta sempre un allenatore, però credo proprio che Ventura potesse fare al caso del Torino anche nelle vesti di direttore tecnico. Con il suo passato e con il suo vissuto poteva dare una grossa mano a un giovane tecnico come Abate, tra l'altro suo ex giocatore. Ventura quando arrivò fu magistrale: ricompattò giocatori, ambienti e tifosi. Fece la differenza e avrebbe potuto trasmettere questa conoscenza ad Abate".

Non si rischiava l'effetto Ranieri a Roma? "Direi di no perché Abate non è Gasperini. Ventura avrebbe avuto quella conoscenza dell'ambiente che avrebbe potuto traghettare Abate in acque più chete nei momenti di difficoltà. Ventura resta l'allenatore più rappresentativo dell'era Cairo. Stare cinque anni sulla panchina del Torino non è affatto semplice, lui c'è riuscito. Mi ricordo che ereditò una situazione terribile, il Torino aveva toccato il fondo. In cinque anni fece qualcosa di davvero importante imparando tanti pregi e tanti difetti della piazza. Dopo di lui soltanto Juric è durato più di due anni, questo la dice lunga. Servirebbe fondamentale riaprire un nuovo ciclo come quello di Ventura, speriamo che Abate sia la persona giusta".

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