In esclusiva le parole del laterale difensivo 2006, girato in prestito dal Torino alla Pergolettese (Serie C) in questa stagione
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Fuori dal campo che ragazzo è? "Sono un ragazzo normalissimo. Quando ha giorni liberi torna a casa, in Veneto, dalla propria famiglia. Quando è sul posto di lavoro è un ragazzo concentrato: lo è stato a Torino, lo è ora a Crema. Mi concentro molto sul mio benessere personale, cerco sempre di stare bene. Faccio tutto il possibile per stare bene fisicamente. Ho finito la scuola, mi concentro solo sul calcio e spero di arrivare il più in alto possibile nel minor tempo possibile. Questa è la mia principale ossessione. So che Crema può essere un bel trampolino di lancio. Quando sono arrivato mi è stata presentata una società che crede molto nei giovani e la rosa attuale lo conferma. Spero di ripetere esempi illustri del passato, come quello di Tonoli".
Ha parlato in estate con Petrachi e Abate prima della partenza per Crema? "La mia strada era già delineata in estate e quindi non ho sentito né Abate né PetrachiNon sono uno di quei giocatori precoci, ho bisogno di giocare e sbagliare. Ho tanta voglia".
La sua storia nel calcio giovanile è stata una salita continua: dall'estrema provincia al professionismo. "Mi sono guadagnato il professionismo a step. Sono partito dai settori giovanili di provincia e piano piano sono salito fino al Torino. La mia famiglia è stata un grande supporto, mi è sempre stata vicina e lo farà anche in futuro".
Se non avesse fatto il calciatore... "Non lo so e non ci voglio neanche pensare" (ride ndr).
Altre passioni sportive? "Seguo il tennis ma non sono capace a giocare. Mi ha trasmesso la passione mio padre. Mi piace la dedizione che c'è dietro ai tennisti".
Da Conegliano con furore: la rinuncia più grande da sportivo è non potersi concedere il prosecco? "Sapete che non bevo il vino? Non mi è mai piaciuto il gusto e l'odore. Mi prendono anche in giro i miei amici ma non so cosa farci".
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